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La moralità è un evergreen

La moralità è un evergreen

Wrong Way

Cosa ci colpisce nell’altro? Da cosa nascono le nostre “prime impressioni”? Moralità, competenza, o socievolezza? Le risposte ci potrebbero stupire.

Siamo consapevoli che un libro non vada giudicato dalla copertina, ma quando incontriamo una persona per la prima volta abbiamo, volenti o nolenti, la tendenza a formarci impressioni. Involontariamente selezioniamo gli input che colpiscono i nostri recettori e che crediamo possano essere informativi di come la persona sia realmente. A volte ci basiamo, o meglio ci limitiamo all’aspetto fisico, seguendo quelle che, nel senso comune, chiamiamo simpatia o antipatia a pelle. Iniziamo così a conversare con una persona tra le tante presenti a una festa perché ci “ispira”. Altre volte, invece, ricerchiamo informazioni sui tratti e sui comportamenti di chi abbiamo di fronte e facciamo inferenze basate su esperienze pregresse, per riuscire ad avere un’idea delle sue intenzioni. Le qualità salienti dipendono anche dal contesto, ovviamente ad un candidato in un colloquio di lavoro verranno richieste qualità diverse che ad un’amica a cui vogliamo confidare un segreto.

Rail
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Due le dimensioni di tratti che influenzano il nostro giudizio sociale: competenza (competence), che si riferisce allo svolgimento di un compito e al raggiungimento di uno scopo, e calore (warmth), che, costituita dai tratti di moralità e socievolezza, riguarda il funzionamento delle relazioni sociali.

Non ci sono più valori, i giovani di oggi non hanno rispetto, e persino le stagioni non sono più le stesse. Viviamo nella società dell’apparenza, delle frenesia, delle identità virtuali e nascoste dei social. Ma c’è ancora speranza. È questa la grande conferma che arriva dal campo della psicologia sociale: nonostante tutto, moralità batte competenza e socievolezza. La moralità sembra essere una costante a tutte le età. Nell’ultimo decennio, le ricerche in questo settore hanno indagato e misurato il peso specifico, la rilevanza di ogni singola dimensione. Sono venuti così a scoprire che i comportamenti che, in generale, ci interessano di più e a cui diamo maggior importanza sono quelli appartenenti alla categoria della moralità. La rilevanza di tratti quali onestà, affidabilità, disponibilità, rispetto sarebbe dovuta, come spiegano, al primitivo senso e bisogno di sopravvivenza di noi essere umani: vogliamo, nel più breve tempo possibile, capire se la persona con cui abbiamo a che fare si comporterà da amico o da nemico e anticiparne le azioni. Ha intenzione di ferirmi? Rappresenta per me un pericolo? Manifestiamo così l’innata necessità e la volontà di agire preventivamente mettendo in atto comportamenti e strategie di avoidance (evitamento), qualora necessari. Ci preoccupiamo solo in seconda battuta della sua effettiva capacità di mettere in atto ciò che si era proposto.

Errare, però, è umano e così ci circondiamo anche di persone “poco raccomandabili”!

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

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