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Fiabe antiche… favole moderne

Fiabe antiche… favole moderne

16 maggio 2015

Come cambiano le fiabe con il passare del tempo. Scompaiono boschi e cerbiatti e le eroine non sono più quelle di una volta.

Ma che vita vivrebbero oggi le principesse? Mi piace pensare all’idea di una Cenerentola che invece di annoiarsi ad organizzare inutili feste a palazzo, avesse fondato una bella azienda calzaturiera, con le sorellastre responsabili di produzione, capace di dare lavoro ad un migliaio di persone. E che Biancaneve avesse brevettato dispositivi e ausili tecnologici per migliorare la qualità della vita degli amici diversamente “alti” come Mammolo e Cucciolo. E se Hansel e Gretel avessero fondato una onlus per facilitare le adozioni internazionali dei bambini orfani di Haiti o del Nepal? Del resto anche i principi azzurri oggi subiscono l’usura del tempo e ….sbiadiscono. Dall’azzurro – tempo un mese- virano verso il grigio topo color muffa rafferma. Un mio amico ( categoria stra-figo e sentilmentalmente legato da anni) mi ripete spesso che” i principi azzurri non esistono piu’ perché sono le principesse ad essere scomparse”.

 

Oggi mi sono presa una pausa di riflessione -per rispondere al mio amico- che forse anche le eroine di miti e leggende si stanno adeguando ai tempi. Santa subito Penelope, che ha atteso vent’anni il ritorno di Ulisse. Ma come ha fatto, senza Facebook e Twitter, a tenere il regno coeso e unito, tutta sola a crescere Telemaco con gli infingardi proci sempre ai calcagni? Ma Penelope anziché tessere, non potevi fondare una start up di successo e investire gli utili per costruire un acquedotto in Sierra Leone? E ancora, che dire di Didone? Bella intelligente, sensibile, di temperamento, capace di fondare pure una città come Cartagine ( nel mondo antico le donne non fondavano città)…… Didone fa di tutto per rendere felice Enea e poi lui la lascia . Comunque. E lei che fa? Si trafigge con la spada che lui stesso le aveva donato. Ma Didone, non potevi fare qualche mese di psicanalisi per capire perché certe donne toste si innamorano di uomini pirla? Una volta rinsavita (perché da questi virus si può guarire) e arricchito l’analista, eri libera di percorrere nuovi e più generosi sentieri…. Oggi l’eroina che preferisco si chiama Merida, e il film della Pixar che sento in linea con i tempi è “Brave” ribelle. In primis la protagonista non ha i capelli biondi e di seta, ma riccioli rossastri e spettinati. In secundis ama la sua famiglia, anche se con la madre ha un conflitto da manuale Freudiano . Merida non pensa che per essere felici si debba per forza sposare uno principe ricco e sconosciuto che le infila una scarpetta. E che ansia questo scoccare della mezzanotte…Non corriamo già abbastanza per conciliare la vita? Merida non ha la pelle d’alabastro e i capelli come ebano ma è leale. Onesta. Commette errori, ma sempre rialzandosi. Forse anche Merida un giorno incontrerà l’uomo per lei. O forse no… ma non importa il suo lieto fine non è meno lieto di quello delle altre.

Forse perché si diverte a vivere la vita che ha scelto. E non ha bisogno di un principe che la salvi, perché lei – che seleziona fedeli alleati – si salva da sola.

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Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta
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Viviamo con i paraocchi?

L’ uomo d’oggi lo ha verde