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Istruzioni per essere felici

Istruzioni per essere felici

31 maggio 2015psiche

Qualche mese fa un mio paziente, durante una seduta, mi chiese: “si può imparare la felicità?”

Ho subito sentito che la giovane età di quel ragazzo meritava una risposta non banale. Nel mio sdoppiarmi quotidiano tra due anime, quella di terapeuta e quella di giornalista mi accorgo come ogni persona sia costantemente alla ricerca di qualcosa che possa far star bene, e rendere felici. Il dolore e la frustrazione vengono negati, evitati in tutti i modi possibili, anche se è pur vero che media, giornali, stampa tv e internet rappresentano e raccontano spesso solo di emozioni negative che danno una connotazione a tinte fosche del mondo trascurando quelle positive. Ma, che cos’è la felicità? Chi sono le persone felici? Ci sono variabili correlate alla felicità più di altre?

Martin Seligman, uno psicologo americano ha sviluppato la psicologia positiva, disciplina che studia come migliorare il benessere personale. Per Seligman per essere felici occorre seguire alcune istruzioni: fare la pace’ col nostro passato, se ci ha provocato dolore o insoddisfazione; rinforzare pensieri ottimisti modificando il nostro stile di attribuzione; godere dei piaceri della vita evitando l’assuefazione; inserirci in relazioni e contesti per noi gratificanti, ed utilizzare le nostre potenzialità al servizio di qualcosa che crediamo essere più grande di noi ad esempio il bene della famiglia, la spiritualità, un valore nobile in cui credere. In generale gli autori che hanno trattato questo tema sostengono che per essere felici occorre compiere, una dose costante di azioni di generosità verso gli altri, ricordarsi di stilare elenchi di cose per le quali si è grati, condividere nuove esperienze con qualcuno a cui vogliamo bene e perdonare le persone quando ci offendono. Una considerazione molto immediata porterebbe a stabilire che siano piu’ felici le persone che compiono azione buone dei cosiddetti “cattivi” anche se io ho sempre pensato (tranne qualche eccezione) che non esistano i lupi “cattivi” ma solo lupi “feriti”. Nella letteratura vi è poca rispondenza anche tra condizione economica e felicità che sembrano imboccare strade diverse. Questo potrebbe suggerire che una volta soddisfatte le necessità basilari, per essere felici abbiamo maggiormente bisogno di provare gratitudine, dare e ricevere amore, avere intorno affetto e solidarietà.

Un altro studioso del tema come Micheal Fordyce sostiene che le persone felici desiderano meno il successo, ma paradossalmente, ne hanno di più. La rincorsa del successo mette in una posizione di attesa in cui rimandate l’essere felici a domani. È utile invece conoscere le proprie risorse e i propri limiti, in modo da domandare alla vita quello che si ha realmente la capacità di ottenere. Si potrebbe allora dire che le persone più felici conoscono e apprezzano ciò che hanno, mantengono la mente aperta a nuove idee e a nuove iniziative, usano il proprio tempo libero come strumento di crescita anche a favore degli altri. In altre parole, ogni giorno fanno tante piccole cose per nutrire la propria felicità. Perché forse ogni giorno “la felicità è una scelta”.

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta
Monument Valley CA

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