In occasione del ponte del 1° Maggio sono andata a trovare due amici trasferitisi a Roma.

Essendo loro ormai residenti ed io – con questa scusa – una habitué, non abbiamo girato per le vie capitoline con la frenesia tipica dei turisti determinati a farsi un selfie alla Fontana di Trevi. Abbiamo, invece, optato per un itinerario così “alternativo” che sono rincasata senza nemmeno aver fatto tappa nella mia amata piazza Navona, laddove la rivalità tra Bernini e Borromini si è fatta statua.

Il nostro breve itinerario parte dalla fermata della metropolitana “Circo Massimo” (linea B). Tutti siamo stati in questa parte della capitale rischiando persino di perdere una mano nella Bocca della Verità, ma pochi di noi hanno colto il suggerimento dato da Sorrentino nel suo film da Oscar. Noi, finalmente, siamo stati tra quei pochi e con l’intento di seguire le orme di Servillo e Ferilli ci siamo diretti verso l’Aventino, di antifascista memoria.

Prima tappa: il roseto di Roma. Il giardino, aperto al pubblico, ospita diverse varietà di rose che ripercorrono l’evoluzione di questo fiore dall’antichità fino ai giorni nostri. Imperdibile sullo sfondo la panoramica sulla capitale, dove svetta il Vittoriano.

ROMA
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Proseguendo su via Santa Sabina, si incontra il Giardino degli Aranci dove abbiamo potuto godere del verde e della pace della location. L’itinerario un poco alternativo, infatti, permette di allontanarsi dal flusso insostenibile dei turisti che assalgono i luoghi più “famosi” di Roma. La perla custodita in questo giardino è la terrazza da cui si può ammirare lo skyline romano. Cupolone protagonista indiscusso!

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Abbiamo poi visitato la Basilica di Santa Sabina e quella dei Santi Bonifacio e Alessio, entrambe adornate in vista del mese dei matrimoni. La tonalità del rosa di una e del blu dell’altra danno un tocco di originalità alle navate.

In fondo alla via, in prossimità della piazza dei Cavalieri di Malta, un capannello di gente incuriosiva i passanti. Ecco, la nostra meta, alla quale ci siamo dedicati dopo aver visitato la Chiesa di Sant’Anselmo dell’Aventino, che si affaccia sulla piazzetta.

Una volta in “coda” – l’attesa è stata davvero breve rispetto agli standard di Roma – a turno abbiamo posizionato il nostro occhio sulla serratura (stile film erotici) protagonista di una scena madre del film del regista napoletano. Non aggiungo altro né posto uno foto. Dovete andarci e guardare con i vostri occhi – non fate i furbi andando alla ricerca della scena del film!

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