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Si stava meglio quando si stava peggio?

Si stava meglio quando si stava peggio?

Si stava meglio quando si stava peggio

Una donna che vive da sola ha meno lavoro da svolgere in casa (da una recente ricerca Istat).

Come come come? Ma se si è in due non dovrebbe essere più facile? Il cumulo dei panni sporchi, ovviamente, raddoppierà, la metratura della casa pure, ma anche la forza lavoro è raddoppiata. Quindi, come è possibile? Mi sembrava una questione di matematica pura, della serie “2+2=4”, invece no, è una questione di società retrograda. Donne lavoratrici, “pari” opportunità di carriera (qualcuno dovrà spiegarci il fenomeno dei “soffitti di cristallo”), maternità e paternità a scelta, stipendi che si equivalgono (e anche qui i dubbi sorgono spontanei), ma, quindi, donne, cosa vogliamo di più dalla vita? Possiamo persino fumare in pubblico senza essere apostrofate per presunti affaire notturni! Questo è un panorama idilliaco, le nostre antenate suffragette nell’aldilà si strappano non solo i reggiseno al grido di vittoria. “Missione compiuta, colleghe” brinda Sibilla Aleramo.

No, no, ferme tutte. Aspettate!!! Lavoro retribuito fuori casa unito al lavoro non retribuito in casa non equivale a una conquista, ma a un fregatura. Va bene la fase di transizione, ma è arrivato per voi ometti il momento di tirarvi su le maniche e per noi donne di farci un esame di coscienza. Forse, infatti, “cuore di mamma”, anche se di donna in carriera e di fervente militante per le parità opportunità, non è immune agli stereotipi di genere e si intenerisce troppo davanti agli occhioni di lui ma non a quelli di lei – segnata fin dalla nascita a un destino da Cenerentola. Avete, infatti, mai sentito di una ragazza che vive da sola e porta settimanalmente il bucato da mammà? E, invece, quante volte abbiamo sentito un ragazzo vantarsi per la perfetta stiratura delle sue 7 camicie (5 giornaliere e almeno due per serate), elogiando il suo talento naturale e non l’esperienza della madre chioccia o della colf? Costui, una volta convivente, non dovrà nemmeno trasferire i panni da una casa all’altra, ci penserà la compagna: è lei la donna di casa. Allora, è forse il caso di riflettere su dinamiche ed educazione non dimenticandosi che i figli masculi di oggi saranno i conviventi di domani e noi, forse, quelle stesse suocere, oggetto oggi delle nostre “maledizioni” e domani di quelle di una nuora/genero che avrà tutte le ragioni di questo mondo.

(le righe qui sopra si riferiscono alla ricerca dell’Istat, non ad alcuni uomini fuori dalla media che ho avuto la fortuna di conoscere.)

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

Blogger, videomaker and editing
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