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“Suspicious Minds” ai tempi di Whatsapp

“Suspicious Minds” ai tempi di Whatsapp

psychology_“Suspicious Minds” ai tempi di Whatsapp

“Why can’t you see what you’re doing to me when you don’t believe a word I say?”

“Perché non riesci a vedere quello che mi stai facendo quando non credi ad una parola di quello che dico?”

Persino Elvis nel lontano 1969, sconfortato ma follemente innamorato, chiedeva alla sua lei perché non si fidasse di lui. Non era più possibile continuare “con queste menti sospettose”, lui non le aveva mai mentito ma era comunque e a prescindere vittima della diffidenza della compagna.

Non dovrebbe forse la fiducia essere la base di ogni relazione? Il sospetto non si insinua minaccioso andando a sgretolare poco a poco la solidità di un rapporto o facendo esaurire le riserve di pazienza e comprensione della presunta adultera (o presunto adultero)? Allora, come comportarsi? Confidare in un miracoloso cambiamento piovuto dal cielo, vedersi tarpate le ali dall’insana gelosia, o cercare rifugio in piccole bugie a fin di bene?

Elvis
Elvis

Per nulla gelosa (nonostante il casato) e sostenitrice della verità a tutti i costi, mi trovo in questa situazione a dover forse ripensare alla mia posizione. Senza ombra di dubbio eliminerei la prima soluzione, ci si potrebbe ritrovare a vivere un’intera esistenza in attesa di qualcosa che non avverrà, ottenendo solo uno livello di frustrazione insostenibile.

Meglio allora prendere le redini del proprio destino e aiutarlo un poco? Vedo attorno a me amiche e amici “accoppiati” che riescono con alcuni piccoli accorgimenti a rompere le catene della gelosia evitando litigi senza ragioni, nel totale rispetto del partner. C’è chi, facendosi credere a letto con una “buona notte” anticipata di un paio d’ore e non connettendosi più a Whatsapp fino all’indomani, conquista l’intera notte in compagnia di innocui amici. Non soddisfatti, altri eliminano la visualizzazione dell’ultima connessione e la chat (o parte di questa) con la collega (o amica) sospetta. Ma anche Facebook può rappresentare un problema. Allora, i più furbi impostano la pagina personale in modo da poter vagliare qualsiasi tag in foto in cui si è al fianco di persone la cui presenza alla cena di Natale dell’azienda era stata omessa con l’unico obiettivo di poter trascorre piacevolmente la serata senza essere “stalkerizzati” da chi a casa è in preda a un attacco di nervi.

La reperibilità 24 ore su 24 e i social network sono ormai essenziali, direi vitali. Accorciano le distanze facendoci sentire vicini e insieme anche quando non lo siamo, ci strappano un sorriso nell’immediato, ma complicano anche la nostra quotidianità, contribuendo al vasto ventaglio di motivi per discutere e non rappresentando nemmeno un deterrente valido ad ostacolare chi è davvero intenzionato a coprire misfatti e a tradire la nostra fiducia.

Vorremmo essere nella posizione del presunto adultero? Perché, quindi, metterci lui/lei? Adottiamo la filosofia di vita “vivi e lascia vivere”, che non è altro che la massima espressione di fiducia reciproca e ci evita di incappare nell’imbarazzo se scoperti con le mani sul suo cellulare.

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

Blogger, videomaker and editing
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