Siamo incapaci di aspettarci quel che non ci aspettavamo

Secondo la psicologia sociale, le aspettative condizionano la prospettiva sulla realtà, su quello che stiamo vivendo e su quello a cui stiamo andando incontro.

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Se vi dicessi che questa serie di numeri apparentemente casuale in realtà nasconde una regola, un criterio? Chi non è stato messo alla prova precedentemente, riesce a trovare il senso? In cosa consiste la difficoltà?
Ora vi svelo il trucco.
I numeri sono in ordine alfabetico. Perché ci siamo invano arrovellati così tanto? Come è possibile che non ci sia venuto in mente subito? Perché abbiamo iniziato a dividere per 7 e ad elevare alla terza, andando a complicare il problema?
Il motivo principale? Sono numeri e quindi ci aspettiamo che il problema sia matematico e non li consideriamo come parole. Considerandolo dalla prospettiva “normale” non riusciamo a vedere il quesito da un altro punto di vista, in questo caso a passare dal campo della matematica a quello della “grammatica”.
Le nostre aspettative ci guidano e, quasi sempre, ci garantiscono di raggiungere l’obiettivo, ma a volte ci portano a commettere errori o a rendere più complesso il percorso.
Le aspettative influenzano la nostra attenzione che, involontariamente, in base al contesto e alle esperienze pregresse seleziona gli infinti input e informazioni che riceviamo ogni secondo. Questo è essenziale per poterci destreggiare nella complessità della realtà, che, diversamente, ci paralizzerebbe, ma a volte ci sfuggono dettagli non del tutto irrilevanti. Per capire quanto ciò sia vero e pervasivo, vi racconto un esperimento di psicologia passato alla storia. Daniel Simons e Christopher Chabris, psicologi cognitivisti dell’Università di Harvard, hanno dimostrato quanto la nostra attenzione sia selettiva e sia guidata dalle nostre aspettative, da ciò che siamo abituati ad aspettarci in quel determinato contesto. Nel loro esperimento, i soggetti erano invitati a contare il numero di passaggi tra alcuni giocatori di pallacanestro ripresi in un video che gli sperimentatori facevano loro vedere. Concentrati nel conteggio per paura di sfigurare, i partecipanti non si accorgevano che un uomo travestito da gorilla – e in un’altra versione una donna con l’ombrello – attraversava la scena indisturbato. Non è possibile, commenterete. Allora, provate a cercare sul web il video originale e a sottoporlo ad amici e parenti: vi diranno che non se lo aspettavano!

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