“L’amore è… mancarsi sempre” diceva Socrate.

L’amore è un bisogno. E’ appartenza. Necessità di condividere. L’amore è progetto. Generosità. Capacità di trascendere noi stessi e, insieme ad un altro, creare una realtà nuova. Tante le definizioni di amore e ognuno –se coinvolto- ne darebbe una nuova. Talvolta tuttavia, quando si altera l’equilibrio dello scambio tra il dare e il ricevere, tra il proprio confine e lo spazio condiviso, ove sono labili i confini tra “io”, “tu” e “noi”, l’amore può trasformarsi, invece che in un’occasione di crescita e arricchimento, in una cella senza vie di fuga, con pareti dipinte di dolore. Quando un rapporto affettivo diventa un “legame che co-stringe” o, ancor peggio, “dolorosa ossessione” in cui si altera stabilmente quel necessario equilibrio tra il “dare” e il “ricevere”, l’amore può trasformarsi in un cappio, ove c’è uno che insegue ed un altro perennemente in fuga. E la sofferenza viene spalmata h24 sulla quotidianità. In questi casi si parla di “dipendenza affettiva”, un disagio psicologico che è in grado di vivere nascosto nell’ombra anche per l’intera vita di una persona.

I sintomi della “love addiction” trovano molte affinità con quelli della dipendenza da sostanze: eccessiva euforia in presenza della persona amata che lascia il posto a stati di ansia, angoscia e depressione in sua assenza. La dipendenza affettiva affonda le sue radici nel rapporto con i genitori durante l’infanzia. Le persone dipendenti da bambini hanno ricevuto il messaggio che non erano degni di essere amati o che i loro bisogni non erano importanti. Alla base di questo tipo di dipendenza vi è, certamente, un forte bisogno di protezione generato da una consistente insicurezza nelle proprie capacità che spinge il soggetto a sviluppare un eccessivo timore nei confronti dei rifiuti e delle perdite. Ma come si può superare la dipendenza affettiva? La guarigione dalla dipendenza affettiva non è il distacco dalla persona o dalle persone da cui si era dipendenti, bensì l’acquisizione di un’autonomia affettiva; entrando consapevolmente e realmente in relazione con gli altri, perché li vogliamo, perché li scegliamo, non perché abbiamo bisogno di loro per esistere.

Ci si può avvalere del supporto psicologico individuale, a volte può essere necessaria una psicoterapia, molto utile è anche il confronto in gruppo tra persone che vivono lo stesso problema perché ciò consente di prendere un impegno con gli altri, davanti agli altri e di cominciare a riconoscere le distorsioni della realtà, grazie alle somiglianze della propria vita con la vita altrui che consentono di vincere le difese che non permettono di vedere la verità sulla propria storia personale

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