Come interpretano gli artisti il loro ruolo? Ne abbiamo parlato con Luciana Gallo

“Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno”
Vincent Van Gogh

Come stanno insieme l’arte contemporanea e la crisi dell’esistenza occidentale?
Dubbi sull’utilità pubblica dell’arte contemporanea sono avanzati da osservatori autorevoli in un contesto di crescente disaffezione. Ed oggi che gli occhi di tutto il mondo sono puntati sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” come stanno interpretando gli artisti il loro ruolo? In questo attimo storico qualcuno sostiene che l’arte contemporanea sia imprigionata al centro di un paradosso. Da una parte la cultura esistenzialista la individua come elemento rilevante in cui indirizzare la ricerca del senso; dall’altra la situazione di fatto la vede implicata in una crisi senza prospettive. Hegel, all’inizio del XIX secolo, aveva profetizzato nelle Lezioni di estetica una sorta di superamento dell’arte, per il quale gli è stato attribuito il concetto che ai tempi risuonava con lo slogan: “la morte dell’arte”. Sosteneva che l’arte, giunta all’età della conoscenza, non aveva più una funzione. Quel pensiero razionale sicuro del proprio controllo su una realtà oggettiva è stato scosso alle fondamenta negli anni successivi trovando il suo più aspro abbattimento quando la psicologia con Freud e Jung ha cominciato a dar voce al lato oscuro della coscienza, dove istinti e pulsioni, rimossi o deformati, agivano inavvertiti sulla vita psichica, modificando la percezione della realtà.

Per capire quale ruolo ricopra oggigiorno l’arte contemporanea è necessario osservare le cose da un punto di vista capace di cogliere la trasformazione in atto nella cultura occidentale e, dunque, al di sopra del labirinto nel quale la stessa, con le sue ideologie e paradigmi, sembra essersi “apparentemente” circoscritta e imprigionata.
Abbiamo dato voce ad un’artista che sceglie proprio il labirinto come allegoria poetica delle proprie opere.
Luciana Gallo è artista eclettica che si fa interprete del messaggio dell’esposizione universale, con l’evento, dal nome “The Labyrinth of life”, che verrà rappresentato a Milano il 22 Ottobre prossimo. Per lei, l’arte, oggi, è il vero “nutrimento” dell’anima. Il Tableau vivant di Luciana Gallo intende rappresentare “dal vivo” una delle tematiche espressive maggiormente significative nella sua poetica: l’allegoria del Labirinto. Nelle opere pecore e agnelli diventano metafora dell’uomo condotto e vegliato dal suo unico Padre, il Pastore. La pecora per rappresenta, quindi, l’uomo, il labirinto, invece, … la vita.
L’intento di Luciana Gallo è anche quello di lanciare un messaggio dove l’arte diviene veicolo di sostenibilità ambientale, proponendo la realizzazione di installazioni, in questo caso panchine a forma di pecore, che funzionino da sedute termo-riscaldate, dotate di una tecnologia innovativa ed eco-sostenibile per riscaldare ambienti e luoghi pubblici senza inquinare il pianeta e con una riduzione dei consumi rispetto alle tecnologie convenzionali. L’obiettivo è dunque quello di celebrare la contemporaneità e le sfide legate alle minacce del pianeta nel contesto di Expo 2015, ma la volontà dell’artista è quella di  realizzare un investimento che supererà i confini temporali e geografici dell’esposizione universale, facendo propria la magnifica frase di Henry Ward Beecher

“Ogni artista intinge il pennello nella sua anima, e dipinge la sua stessa natura nelle sue immagini.”