Autorità istituzionali ed esperti nutrizionisti,  per approfondire la paternità tutta italiana dell’ecologia alimentare. Ad organizzare il tavolo tecnico ad Expo Center la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA)

La validità scientifica della Dieta Mediterranea sia sotto il profilo della salute che sotto quello ambientale. Questo il focus di un tavolo tecnico volto all’approfondimento dell’ecologia alimentare, organizzato  presso la Conference Room di Expo, dalla società Italiana di Medicina Ambientale e che ha coinvolto  autorità istituzionali ed esperti nutrizionisti, Assessori di Regione Lombardia, amministratori locali, rettori di università italiane, imprenditori e top manager della sanità pubblica e privata. “La scienza medica progredisce nella cura delle cosiddette malattie del benessere – arteriosclerosi, diabete, ipertensione, obesità, per citare le principali; occorre che l’intera società contribuisca a tale progresso con una nuova cultura della prevenzione, che non si esaurisca nella diagnostica, ma si concentri innanzitutto sugli stili di vita alimentari e ambientali.”  Così il Prof. Alessandro Miani, Presidente di SIMA – che ha poi proseguito  – Ambiente è anche ciò che occupa gli spazi vuoti all’interno del nostro organismo: cavità buccale, esofago, stomaco, così come trachea, bronchi e polmoni. E’ quindi da considerarsi ambiente anche il cibo che mangiamo così come l’aria che respiriamo. In quest’ottica, seguire buone regole alimentari significa salvaguardare la propria salute ma anche quella del Pianeta”.

Gli anni 80 hanno portato sui tavoli scientifici i cosiddetti alimenti “funzionali”, ossia quei cibi capaci di influire positivamente su funzioni dell’organismo. Stessa cosa per i prodotti a chilometro zero. Oggi, tutto questo è considerato una conquista. In quest’ottica, un esempio di buona pratica è quello di Fondazione Sviluppo Cà Granda, che nell’ambito del Progetto di valorizzazione del proprio patrimonio rurale, ha avviato un progetto di filiera corta volto ad utilizzare per le proprie mense  riso e latte prodotti nei terreni agricoli esattamente come era una volta, grazie alla Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Attualmente la sostenibilità ambientale, deve andare nella direzione della valorizzazione delle distintive peculiarità dei territori e come tutela delle risorse naturali. Su questo tema, il WWF, Civil Society participant di EXPO 2015, ha collaborato all’evento con  il “Decalogo del mangiare sostenibile” si tratta di  una vera e propria guida rivolta ai cittadini che chiama ad azioni di responsabilità anche gli agricoltori e l’industria. I 34 relatori presenti al convegno si sono fatti portavoce non di una teoria alimentare, ma di una sorta di appello alla comunità sia scientifica che sociale: la salute non è un patrimonio, perché si può anche nascere malati, ma l’ambiente lo è e, in quanto tale, va assicurato il più possibile. In uno studio condotto dal BCFN, è stato stimato come il 30% dell’impronta ecologica di una nazione come l’Italia sia connessa alla catena di produzione e al consumo di cibo. In sintesi, l’alimentazione ha un impatto rilevante sull’uso del territorio, oltre che sul consumo di risorse naturali. In quest’ottica, studi scientifici hanno dimostrato come la Dieta Mediterranea, che si distingue per un maggiore consumo di carboidrati, frutta e verdura, abbia un minor impatto ambientale, dal punto di vista dell’impronta ecologica, rispetto all’alimentazione nordamericana e a quella dei Paesi dell’Est Europa. Il vantaggio nell’adottare una dieta mediterranea si conferma anche sul versante economico; infatti, utilizzando i dati Istat, è stato calcolato il costo di entrambi i possibili menu: quello “mediterraneo” comporta una spesa giornaliera di circa 4 euro, mentre quello riconducibile allo “stile americano”, ha un costo di circa 6 euro.

Qui di seguito le interviste ad Evelina Flachi, specialista in scienza dell’alimentazione e nutrizionista, e a Michele Carruba, professor ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano.