C’è chi ha dovuto imparare ad usare la tecnologia e chi è nato “imparato” – la cosiddetta generazione digitale. Una differenza che spesso fa (sor)ridere.

Sono infatti infiniti i casi e le situazioni che vedono individui della generazione analogica commettere errori grossolani con i mezzi tecnologici o farne un uso non del tutto appropriato. Contesti in cui i giovani della generazione digitale non possono non farsi due risate prima di correre in aiuto evitando “figuracce” e, a volte, danni irreparabili.

  1. Ctrl questo sconosciuto
    L’idea che passaggi comuni come “copia e incolla” possano essere più rapidi grazie ad alcune combinazioni del tasto “control” non li sfiora nemmeno, ostinatamente si accaniscono col mouse.
  2. Assenza delle vocali nella digitazione
    Sembra incredibile, ma, nonostante si dichiarino madrelingua italiani, nello scrivere parole su una tastiera touch riescono abilmente ad evitare le vocali, come un motociclista “zigzaga” tra i coni il giorno dell’esame della patente. Formulano così  frasi che agli occhi altrui appaiono sequenze di consonanti senza senso (garantendo il successo di certe pagine su Facebook).
  3.  Il 3g, imbucato nei viaggi all’estero
    Se non preventivamente pre-allertati da un coscienzioso quanto premuroso membro della generazione digitale, gli analogici postano, in tempo reale, su Facebook localizzazioni a Timbuktu e condividono con tutti i contatti presenti in Whatsapp video di loro che danzano con gli squali o scalano le Ande. La conseguente incredulità di fronte al conto della compagnia telefonica non può che essere ragione di grasse risate per chi assiste.
  4. L’apparente inutilità del blocco tastiera
    Ricevere una telefonata e distinguere solo fruscii dovuti allo sfregamento del cellulare col tessuto dei pantaloni, ormai non preoccupa più: non si tratta né di un tentativo di riscatto né di un maniaco. Capire che le voci che giungono indistinte dall’altro capo del telefono prescindono dal fatto che anche noi siamo in ascolto ci porta spesso ad appendere rapidamente in modo da evitare situazioni imbarazzanti. Certamente la faccenda è spiacevole quando queste chiamate sopraggiungono nel cuore della notte, ma tanto il mittente si trova in Cile e sta cenando, spensierato, con colleghi.
  5. Ortografia da manuale
    L’Accademia della Crusca si sta arrendendo di fronte a certe brutture grammaticali ormai diventate di uso “comune”, ma non credo potrà mai accettare la sostituzione dell’accento con l’apostrofo. Questa è, invece, prassi nel mondo digitale degli analogici che ignorano l’esistenza dei caratteri speciali e piazzano di fianco a una lettera maiuscola, che non si trova accentata sulla tastiera, un bell’apostrofo.
  6. Foto e selfie con impronta digitale
    Cellulari con fotocamera e videocamera per tutti. Sei di fronte al Duomo, stai per lanciare la monetina nella fontana di Trevi, stai prendendo il sole a Punta Prosciutto? Vuoi non immortalare il momento? Però, nel farlo, per favore, ricordati che il tuo dito non dovrebbe far parte dello scatto, non sei in dogana!
  7. Rotazione “forzata” del cellulare
    Il tuo collega ti ha girato l’ultimo video virale del gattino che vola o del bambino che insulta in automobile, con nonchalance prima della visioni inforchi i tuoi occhiali. Perché non sfruttare l’occasione per sfoggiare l’ultimo paio e girare il cellulare in orizzontale avendo una visione da sala cinematografica?
  8. Coprire la distanza con il tono di voce
    Durante certe telefonate o videochiamate, per risolvere il presunto problema della distanza vengono raggiunti dagli interlocutori decibel che farebbero invidia ai soprani se solo fossero altrettanto melodiosi. Invano chi si trova all’altro capo del telefono, nel tentativo di preservare l’udito, dichiarerà “messaggio forte e chiaro”. Non gli resta, infatti, che optare per il viva-voce e appartarsi il più possibile.
  9. Modalità d’uso del touch
    Il touch da quello del cellulare a quello del tablet non funziona con i guanti (tranne rari modelli). Se è inverno e le dita diventerebbero dei geloni, aspettate di essere in un posto al caldo e togliere i guanti, è inutile ostinarsi. Inoltre, il touch è un sistema sensibile, è sconsigliato utilizzarlo con la stessa brutalità con cui si pigiavano i tasti giocando a Snake o ci si accanisce con quelli di una slot machine.
  10. Le note vocali come messaggi per la dattilografa
    Una delle ultime innovazioni permette di mandare messaggi vocali ai propri contatti sul cellulare. Furbamente, molti si sono convertiti a questo strumento, consapevoli della incomprensibilità di certe loro comunicazioni scritte. Mossa apprezzata da tutti, che risulterebbe perfetta se uno non si presentasse all’inizio (dalla voce e dal contatto presente in rubrica facilmente si può rintracciare l’identità del parlante) e se la fluidità, tipica di una conversazione orale, caratterizzasse il messaggio, senza farlo risultare un telegramma. Stop.

Ringrazio chi ha contribuito alla stesura di questo articolo, ivi compresi aneddoti sul web o di amici. Spero venga preso con la giusta ironia, perché siamo consapevoli che cambiare improvvisamente e rapidamente il proprio modus operandi è un atto che richiede uno sforzo e una flessibilità non da poco. Inoltre, le vostre abitudini implicano sempre una ricerca e un impegno di tempo superiore alle nostre, in cui con un doppio clic abbiamo a disposizione l’enciclopedia, l’itinerario, il dizionario, le prossime vacanze, il nuovo guardaroba. Scusateci se a volte ce ne dimentichiamo e ridiamo bellamente.

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