184000 morti all’anno nel mondo causate da bevande zuccherate: questa è la stima a cui è giunto uno studio “anglofono”.

Diabete, malattie cardiache e cancro sono le forme patologiche più strettamente associate all’assunzione abitudinaria di bevande zuccherate. I risultati dello studio apparso su Circulation parlano chiaro. Dariush Mozaffarian e il team di ricercatori delle università Usa di Harvard, Tufts e Washington e dall’Imperial College of London hanno condotto una ricerca colossale basandosi sull’analisi di 62 indagini alimentari svolte tra il 1980 e il 2010 coinvolgendo 661971 persone. Con il termine bevande zuccherate si intende qualsiasi bibita che contenga zucchero, la soglia significativa sono 50 kcal ogni 240 ml di prodotto. Rientrano quindi le bibite gasate, quelle energetiche, ma anche quelle alla frutta e il tè freddo zuccherato.

“Molti paesi nel mondo presentano un numero significativo di morti dovute a un singolo fattore alimentale, le bevande zuccherate. Dovrebbe essere una priorità globale ridurre sostanzialmente o eliminare queste bibite dalla dieta”

ha dichiarato Dariush Mozaffarian, autore senior della ricerca e preside della Friedman School of Nutrition Science & Policy at Tufts University in Boston.

Nel dettaglio, sarebbero 133.000 i decessi per diabete, 45.000 per malattie cardiovascolari e 6.450 per cancro attribuibili al consumo di bevande zuccherate. Questi dati e l’impatto di questi prodotti variano ovviamente nella popolazione mondiale: i picchi di morti si riscontrano nelle nazioni a basso o medio reddito e nella fascia anagrafica tra i 20 e i 44 anni.  Per capire meglio, la percentuale stimata è inferiore all’1% nei giapponesi sopra i 65 anni e, invece, raggiunge il 30% negli adulti messicani sotto i 45.

Se è vero che quanto sopra detto va interpretato in base allo stile di vita che ogni singolo conduce, sembra, però,chiaro il messaggio che questi ricercatori mandano alla comunità mondiale: urgono provvedimenti volti allo scoraggiamento di questo consumo. Gli interessi in gioco sono molteplici e la salute di fronte al Dio denaro passa, spesso, in secondo piano, come ben sa il sindaco di New York Michael Bloomberg. La speranza è che, dopo questa ricerca, la sua proposta per il divieto, in teatri e cinema, di bevande zuccherate sopra il mezzo litro non verrebbe più bocciata in quanto “aribitraria e frutto di un capriccio” – come riporta il Corriere.it.