Il quadrato semiotico delle vacanze non è una novità 2015, ma, come dire, è sempre valido.

Quest’estate torna il quadrato semiotico, con alcune modifiche in base alle mete di amici e parenti indicative delle quattro categorie del turista medio italiano. Alla faccia degli studi in psicologia sociale e delle lotte agli stereotipi, ecco il quadrato semiotico delle vacanze 2015 a cui segue una rapida descrizione del prototipo di ogni categoria. (prototipi del maschio alfa, per solidarietà femminile).

Quadro semiotico vacanze 2015
Quadro semiotico vacanze 2015

Il radical chic
La scelta della meta deve soddisfare due criteri: originalità ed esclusività (il popolo è bello se lontano).
Nella sua valigia non può mancare uno dei volumi intonsi della sua libreria personale. Sotto l’ombrellone, infatti, legge “Alla ricerca del tempo perduto”, ma rimane sempre alla stessa pagina. Si sta, infatti, rifacendo gli occhi su qualche rotocalco che immortala majas desnudas: se lo beccate in flagrante vi risponderà “Il nudo è arte. Bigotto”.
La “r moscia” è un must have. Sarebbe, infatti, voluto nascere nella Parigi della prima metà del XX secolo: già si vede sorseggiando caffè nei “salotti bene”  insieme agli intellettuali dell’epoca (se non vi era chiaro lui si ritiene tale).

L’imbruttito
Lo si distingue nella folla per la camminata altezzosa o per la sgasata del “macchinone”. Ancor prima di aprir bocca ha già utilizzato due volte un intercalare “femminile” non tra i più raffinati. Ostentare il cash, che ha davvero o meno in banca, è il suo obiettivo anche in vacanza. Il suo è un modus operandi 365 giorni l’anno. Per fortuna esistono i mezzi tecnologici: con lui in ferie il rischio dell’estinzione della specie umana è altissimo.
I criteri per scegliere la vacanza sono la presenza del campo da golf e di gente selezionata: torna così sempre nello stesso posto dove può dare, con vanto, del tu a tutti.

Il tamarro
Lo slip è il suo marchio. Incurante degli altri, lo mette a posto con la finezza di mi lord. Obiettivo della vacanza: le tipe. Tendenzialmente vive di notte e il mare lo vede solo sotto le luci delle stelle, dei lampioni e, soprattutto, sotto gli effetti dell’alcol. “Sai con la cumpa!”. Ogni raro tentativo di apparire intellettuale è vano. Si aggira sulla spiaggia all’ora dell’aperitivo (prima è impossibile viste le condizioni pietose raggiunte la sera prima), coi piedi a papera, punta il bancone e poi si fa sotto con qualsiasi “cosa che respiri”.
A fine vacanza se solo facesse il conto delle uscite capirebbe che, con quei soldi, avrebbe potuto farsi il giro del mondo.

L’anticonformista
Il mare lo annoia, le capitali sono troppo inflazionate, il villaggio turistico mai, piuttosto rimane a casa. Non segue la massa “borghese”: sceglie mete improbabili e mezzi di trasporto economici. Vorrebbe poter tornare al baratto ed eliminare il vil denaro (ad eccezione di quello del “papi”). L’originalità perversa è la chiave dei suoi “non piani” estivi. Quando “prenota” (meglio decide di partire), non legge le recensioni (specialmente la voce “pulizia”), segue l’ispirazione del momento. Il suo modello: Supertramp (speriamo che il film lo abbia visto fino alla fine e non si metta a mangiare frutti di bosco per rispettare il budget da finto “povero”). È così alternativo e critico che risulta più snob del radical chic.