Il ventre piatto è il risultato di un lavoro coordinato tra una sana e bilanciata alimentazione ed attività fisica.

La pancia piatta non è, infatti, solamente il frutto di un particolare programma di allenamento durissimo concentrato sul basso ventre; così come non è solo il risultato di una dieta esasperata che asciuga la zona addominale.

Per attività fisica si intende un programma di allenamento basato su una parte di potenziamento e di tonificazione e una parte di lavoro aerobico, ovvero una  prima parte di esercizi dove si mettono in moto i muscoli della zona interessata e nella seconda parte si intende attività motoria dove grandi masse muscolari come gambe, braccia o tutte e due i gruppi insieme si muovono intensamente in modo da coinvolgere il sistema cardio-vascolare ed il sistema respiratorio. Appiattire la pancia vuole dire asciugarsi, eliminare il grasso superfluo che si accumula sull’addome (come emerge da centinaia di test che effettuiamo ogni anno). È bene alternare attività di tonificazione e di  lavoro aerobico, in una settimana tre giorni di aerobico e 2 di potenziamento.

Come sempre prima di iniziare qualsiasi tipo di allenamento, è fondamentale una visita medica completa di elettrocardiogramma. Conoscere lo stato di salute del cuore è necessario prima di sottoporlo ad un maggior lavoro e per escludere  problemi di ipertensione o osteo-articolari. Un’analisi della composizione corporea può essere di grande aiuto per poi sapere se ci sono problemi di sovrappeso, ritenzione idrica o scarsa massa muscolare.

Comunque sia, è bene iniziare a correre o a pedalare sempre con un’intensità moderata 30 minuti al massimo, per almeno 2 settimane. Successivamente aumentare ogni 2 settimane la durata di 10 minuti.

Sotto i 30 minuti l’allenamento non è performante.

Mantenendo una velocità moderata si raggiunge l’obiettivo di bruciare grassi. Eliminare l’ascensore e salire le scale a piedi tutti i giorni. Svolto il lavoro aerobico, possiamo passare al potenziamento muscolare specifico. Per salvaguardare la schiena, è utile eseguire esercizi in sicurezza. Sdraiati supini (a pancia in su) con le gambe piegate e le mani dietro la testa, sollevare la testa verso l’alto espirando, svuotando bene l’addome. Successivamente partendo dalla stessa posizione portare le ginocchia verso il petto, in modo da tonificare l’addominale basso trasverso. Eseguire questi esercizi sempre lentamente e fare al massimo 2 serie di 15 ripetizioni per esercizio. Passare quindi ad esercizi in torsione per tonificare gli addominali obliqui (fianchi). Partendo dalla solita posizione portare  il gomito sinistro verso il ginocchio destro e viceversa toccandosi a metà strada. Alternare il movimento per 15 ripetizioni per parte.

Se si soffre di ipertensione evitare esercizi in cui si è troppo raccolti, tipo chiudersi petto ginocchia, in modo da evitare un aumento della pressione sotto sforzo nella zona addominale. Spesso si tende erroneamente ad eseguire un numero spropositato di ripetizioni, pensando di raggiungere un risultato migliore. Non è la quantità che conta ma la qualità, anche perché dopo un certo numero di ripetizioni subentrano i muscoli dalla schiena per sopperire ai muscoli addominali ovviamente stanchi. Controllare sempre la respirazione, evitare strappi con la schiena, bensì eseguire lentamente e bene l’esercizio. Allenare gli addominali due volte a settimana è un allenamento più che sufficiente per raggiungere l’obiettivo di avere una buona parete addominale asciutta e tonica.