Quando le  coppie di adolescenti si maltrattano, si  aggrediscono fisicamente, si insultano pesantemente e poi ritornano a stare insieme si può parlare di amore?

La ricerca nazionale ed internazionale si è interessata a lungo di violenza all’interno delle coppie di adulti. Negli ultimi tempi l’interesse si è “abbassato” alla risoluzione dei conflitti nelle coppie di adolescenti.  Per questo  si parla sempre più spesso di “Teen dating violence”. Cosa s’intende con questa espressione? Dating violence o dating aggression è una definizione che fa riferimento ad una forma di  violenza all’interno di una relazione di coppia che sempre più spesso riguarda anche gli adolescenti. Si parla dunque  di “Teen dating violence”. Questa forma di violenza che presuppone sempre un carnefice e una vittima indipendentemente dal sesso, presenta una natura variegata che ha carattere emotivo-psicologico, fisico o sessuale. La violenza nei rapporti di coppia fra giovani minorenni rappresenta al tempo stesso una forma di violenza giovanile e una forma di violenza domestica. Un dato reso noto in questi giorni dall’indagine di Telefono Azzurro e Doxa del 2014 su più di 1500 adolescenti italiani (52% maschi, 48% femmine) tra gli 11 ed i 18 anni, accende i riflettori sulla natura della dating violence che  può essere fisica, psicologica/emotiva o sessuale. Dalla ricerca  emerge come al 22,7% del campione sia capitato che il/la proprio/a partner urlasse contro di lui/lei. Il 13,9% riferisce di essere stato/a oggetto di insulti da parte del/della partner, mentre il 32,8% degli intervistati conosce qualcuno che è stato insultato dal/dalla partner.  La “dating violence” non avviene solo attraverso prevaricazioni fisiche, ma può comprendere anche comportamenti perpetrati attraverso tecnologie e social network abusando di messaggi o immagini che vengono resi ancor più traumatici se condivisi online. Se la violenza fisica e psicologica entra nel codice di una relazione sentimentale tra adolescenti si amplificano le aree di rischio. La ragione è data dal fatto che  le prime relazioni sentimentali e che coinvolgono l’intimità svolgono un ruolo importantissimo nel corso della pubertà e dell’adolescenza. Rappresentano il primo banco di prova per i  giovani di perseguire tutta una serie di obiettivi come la realizzazione del desiderio di intimità, di sostegno e di esperienze sessuali, nonché l’acquisizione di uno status. Le relazioni amorose favoriscono poi lo sviluppo dell’autonomia personale, dell’autostima e del senso di “Sé”.

E’ bene-tuttavia-ricordare che l’amore si basa sul rispetto, sulla comunicazione, sul legame affettivo. Mai sulla prevaricazione.

 

Sebbene si tenda ad approfondire di più il tema della violenza nelle relazioni di coppia “adulte”, si possono identificare alcuni importanti elementi “comuni”:  è sempre utile analizzare il  legame emotivo tra l’autore di violenza e la vittima, il  divario di potere all’interno del rapporto di coppia; e gli  atti di violenza che avvengono in un contesto che, di norma, dovrebbe infondere sicurezza e protezione. Studiare e analizzare le implicazioni della violenza significa fare riferimento ad analisi multifattoriali, in quanto le aree problematiche toccano livelli diversi di complessità. Una studiosa che vorrei citare perché ha un’autorevole esperienza sul tema della violenza è Paola Di Blasio, direttore del Dipartimento di Psicologia presso l’ Università Cattolica di Milano e cofondatrice del CBM di Milano che ha proposto un interessante riflessione su tre parole chiave che vanno attentamente valutate se ci si trova coinvolti o spettatori della tematica in oggetto: paura, violenza e relazioni affettive. Secondo Paola Di Blasio è dalla paura come spinta biologica che  nascono le relazioni di attaccamento; in secondo luogo la violenza è l’ arma più potente che abbiamo a disposizione per distruggere le relazioni affettive ed infine  l’intervento nelle situazioni di violenza genera una certa dose di paura e di preoccupazione e rischia costantemente di oscillare da una polarità giustificazionista ad una polarità punitiva, col rischio che le vittime non siano veramente e autenticamente tutelate. Occhi aperti se siete genitori, educatori, insegnanti o se siete adolescenti e avete un amico o un amica che confessa di essere  vittima di queste aggressività da parte del-della proprio-a partner. E’ indispensabile  sempre segnalare questo disagio. E’ bene ricordare che l’amore si basa sul rispetto, sulla comunicazione, sul legame affettivo. Sempre. In caso di emergenze esiste un numero gratuito reperibile che aiuta i giovani nel pericolo immediato:114

 

114 un numero di emergenza-urgenza per minori e adolescenti in situazioni di rischio e difficoltà.  http://www.114.it/