Una vacanza in barca a vela nei mari narrati da Omero. Le Isole della Grecia Ionica tra mare, cultura e natura


“Randa” “Boma” “Scotta” “Fiocco” parole che fino a 15 giorni fa non avevano alcun senso  nel mio vocabolario. Ora non più.  Ad introdurre nuovi significati,  una indimenticabile vacanza in barca a vela nelle isole incantatrici come le sirene di Ulisse, della grecia Ionica. Ora ogni volta che chiudo gli occhi mi si ricompongono -come in un puzzle-  le immagini ed i colori del mare epico narrato da Omero. Sono partita  con una mini scorta di timore,  quello di chi non sa se riuscirà a vivere “ondeggiando”  in navigazione  24 ore su 24, senza soffrire il mal di mare,  tra gli spazi riservati di una barca, in mezzo a  volti noti e ad altri  sconosciuti. Già durante l’atterraggio dell’aereo a Corfù -ammirando i colori dei fondali- ho avvertito un’emozione. Vivace. Come una  premonizione: qualcosa di speciale stava per accadere.  Poi l’ho vista. Armeggiata in porto. Elegante. Bianca e blu. Solenne. Ed è stato amore a prima vista. Parlo dell’imbarcazione di 15 metri  denominata  “La Titti” che ci ha ospitato durante la vacanza. 7 posti letto. Equipaggiata con servizi di lusso. Sono salita in punta di piedi. Con rispetto reverenziale. Levata l’ancora siamo partiti per i mari che hanno cantato le mitologiche gesta di Ulisse. È così che -porto dopo porto- La Titti ha solcato le acque di Corfù, Paxos ed Antipaxos, ancorandosi  ai fondali delle  baie e delle calette più suggestive di Lefkimmi, Sivota, Porto Gaios. Corfù, la più settentrionale delle Isole Ioniche,  mi ha accolta spalancando le imponenti mura della fortezza veneziana. Paxos, la più piccola delle isole ioniche, è oggi famosa per la produzione di Olio di Oliva. Il villaggio di Lefkimmi, il secondo più grande di Corfù sito a 45 chilometri dal capoluogo, è famoso per essere a solo 2 chilometri da una delle baie più belle dell’isola. Sivota è un pittoresco villaggio di pescatori che si è trasformato nel tempo in una ridente località turistica. L’incantevole baia è cintata da verdi colline, i suoi isolotti ricordano i fiordi norvegesi. L’isola di Paxos ha 3 paesi principali, Gaios, Lakka e Loggos. Il suo attraente paesaggio è disegnato da antichi oliveti e l’ospitalità greca è generosa e affabile.  Ma il cuore l’ho lasciato ad Antipaxos. Uno scrigno prezioso. Disabitata. Incontaminata. Le acque sono caraibiche. Mentre esploravo grotte ed anfratti canticchiavo il motivetto di Edoardo  Bennato che parla dell’”Isola che non c’è” chiedendomi se l’isola esistesse per davvero nella realtà, o se l’avrei vista scomparire risvegliandomi all’improvviso. Vrika e Voutumi sono baie che sembrano uscire dal pennello di un’artista. Ma ciò che non potrò dimenticare è la tempesta di stelle che si è accesa in quel cielo d’estate, quando nel silenzio  totale della baia  si  sono spenti i motori delle barche  ed il sole è andato a dormire. Quanti desideri abbiamo affidato alla coltre di stelle. Il  secondo “incontro” leggendario della vacanza è stato con il capitano della nave. Lo skipper che ci ha fatto da guida durante la navigazione.  La prima volta che è salito su una barca aveva 4 anni. Il padre gli ha trasmesso tutto ciò che c’era  da sapere sul mare. La passione per  la navigazione ha fatto il resto. Dopo la laurea in Giurisprudenza, Nicola Ottolenghi  ha iniziato a navigare spingendosi  ben oltre le calde acque caraibiche. Dopo l’esperienza a bordo di “Camilla” ora  “La Titti” è il suo grande amore dopo la famiglia. E già sta insegnando alla figlia manovre e comandi per salpare e gettare l’ancora.  Alice- ha solo 6 anni- ma  in barca mostra già  la destrezza di chi sa che “buon sangue non mente”. Nicola mi ha raccontato del suo incontro con le balene. I giganteschi cetacei hanno giocato per un’ora e mezza sotto l’imbarcazione  prima di salutarlo.  Il Capitano mi ha insegnato tutto cio’ che bisogna sapere su brezze e venti. I segreti di Libeccio, Ponente, Maestrale, Tramontana, Greco Levante Scirocco.  Ora so che il vento del Sud  si chiama Mezzogiorno o Ostro. Gli ho chiesto qual è il segreto di una buona navigazione e lui senza esitazione ha risposto: “esperienza….lo devi conoscere il mare…ma soprattutto lo devi rispettare”.

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare  (Seneca)

 

E questo mare greco di emozioni e riflessioni me ne ha regalate numerose. Stregata dai tramonti. Affascinata dal sorgere del sole nel blu che era davvero “dipinto di blu”. Un pensiero infine per  chi ha avuto l’idea di proporre questa avventura.  Ringrazio Chiara…perché una vera amica è come un diamante: è per sempre!

 

Per informazioni: nicola_ottolenghi@hotmail.com