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Genio e ingegno Italiano nella Vigna di Leonardo: il capolavoro della Pizza

Genio e ingegno Italiano nella Vigna di Leonardo: il capolavoro della Pizza

Il capolavoro della Pizza a Casa degli Atellani

Confagricoltura rende omaggio alla “Pizza, Capolavoro Universale”.

Quattro prodotti di eccellenza della nostra agricoltura, grano, pomodoro, olio extravergine d’oliva, mozzarella. E il genio italiano. Sono questi  gli ingredienti del “capolavoro” del Made in Italy agroalimentare più conosciuto e amato in tutto il mondo: la pizza. La pizza e suoi ingredienti principali muovono un giro d’affari di tutto rispetto nel panorama nazionale e internazionale dell’ agroalimentare. In Italia se ne vendono cinque milioni al giorno, 1,6 miliardi all’anno. Così Mario Guidi– presidente di Confagricoltura alla Vigna di Leonardo a Milano in occasione dell’evento dedicato al “capolavoro della pizza” eccellenza del Made in Italy. Un capolavoro anche in termini di fatturato: Confagricoltura ha calcolato che le 25.000 pizzerie al tavolo e  take away hanno un fatturato aggregato che sfiora i 9 miliardi di euro. A questi prodotti e al talento degli uomini che li hanno resi famosi, i pizzaioli, era dedicato l’evento “Pizza:Capolavoro Universale”, che Confagricoltura, in collaborazione con Agugiaro e Figna Molini – Le 5 Stagioni, Cirio, Azienda Colavita e Granarolo, ha organizzato nell’ambito delle iniziative ad Expo 2015. Qualità in primis, freschezza, integrità, sicurezza tracciabilità  delle materie prime giocano un ruolo fondamentale per il rispetto della tipicità di questo simbolo del made in Italy, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, ha ricordato il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi. Verde, bianco e rosso sono i colori del tricolore ma anche della pizza (in onore della Regina Margherita di Savoia). Rosso, innanzitutto come il pomodoro. Quella del pomodoro da industria – sottolinea Confagricoltura – è una delle principali coltivazioni orticole del nostro Paese. Oltre 77 mila ettari investiti a questa coltivazione (soprattutto in Emilia Romagna, Puglia, Lombardia e Veneto). Bianco come il latte. In Italia il 60 per cento della produzione di mozzarella è destinato alla pizza. E gli allevamenti bovini sono oltre 32.000, a cui devono essere aggiunti 2.500 bufalini, per una produzione di latte vaccino pari a 11 milioni di tonnellate e di 194.000 tonnellate di latte bufalino. A produrre il grano tenero (da cui si ricava la farina made in Italy) sono circa 150 mila aziende cerealicole, localizzate soprattutto in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto, che investono, per tale coltivazione, 600 mila ettari. La Festa della pizza ha permesso di celebrare anche il prodotto principe per condire la pizza: sua maestà l’olio d’oliva. L’extravergine di oliva è prodotto ogni anno in più di 4.600.000 di quintali. All’olivicoltura gli agricoltori dedicano una superficie di oltre 1.100.000 ettari – ricorda Confagricoltura. Le olive si raccolgono in tutto il Paese, ma è soprattutto il Mezzogiorno l’oliveto d’Italia (infatti le prime quattro regioni vocate alla produzione di extravergine sono Puglia, Calabria, Sicilia, Campania). Dopo un breve “viaggio” attraverso i quattro ingredienti base, dalla produzione alla trasformazione, condotto dal giornalista e critico gastronomico Luigi Cremona, e’ stata la volta dei pizzaioli. Perché è proprio l’ingegno dell’uomo a rendere straordinario questo prodotto. Dieci pizzaioli famosi provenienti da tutto i mondo si sono sfidati con l’obiettivo di realizzare la miglior pizza. Al via dunque la “disfida della pizza” con la libera interpretazione di Graziano Bertuzzo (maestro istruttore della Scuola Italiana Pizzaioli di Caorle e giudice ai più importanti Campionati del mondo), Giuliano Bressan (storico locale ad Almisano di Lonigo, una frazione in provincia di Vicenza), Stefano Callegari (maestro della pizza a Roma e inventore del Trapizzino), Pasquale Cozzolino (pizzeria Ribalta, New York), Domenico Crolla (pizzaiola-artista di Glasgow, Scozia), Johnny Di Francesco (di Victoria, Australia), Gaetano Esposito (pizzeria Brandi, Napoli), Giorgio Sabbatini (Verona), Gino Sorbillo (Napoli, Via dei Tribunali, Milano e New York), Guglielmo Vuolo (storico pizzaiolo, con più di quarant’anni di professione alle spalle). Il sistema agroalimentare guarda con vivo interesse  anche agli interporti, ovvero alle strutture di interscambio delle merci (autotrasporto, ferrovia) e di interconnessione con la GDO e le Dogane, costituite presso i principali centri urbani e di snodo del Paese. In tale ottica, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi ed il presidente di Unione Interporti Riuniti (UIR) Matteo Gasparato hanno firmato un protocollo d’intesa diretto a svolgere iniziative comuni per valorizzare il sistema della logistica per la filiera agroalimentare.

Seguono le interviste a:

Mario Guidi Presidente Confagricoltura

Gianni Fava Assessore Agricoltura Regione Lombardia

Gianpiero Calzolari Presidente Granarolo

Elisa Stefanati

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Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta
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