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Vinci-Pennetta: quel quid che sfida ogni pronostico

Vinci-Pennetta: quel quid che sfida ogni pronostico

Final Vinci-Pennetta Us Open 2015

La prima finale tutta italiana agli US Open: Vinci – Pennetta. Non solo compiono l’impresa, ma scrivono la storia.

Immagina di scendere in campo e di affrontare una sfida per la quale sei data per spacciata. La sera prima la tua filosofia è quella che si insegna anche ai bambini “l’importante è partecipare“. Il giorno della competizione la pressione è al massimo, ma per lo stato delle cose e anche per un po’ di scaramanzia non credi di riuscire a farcela. Ti dici “enjoy“, “carpe diem“, “goditi il momento“. In fondo, per una tennista italiana avere la possibilità di giocare la semifinale degli US Open non è occasione che capita tutti i giorni, quindi “divertiti“, si ripetevano nella testa le due sportive pugliesi. Di fronte a loro le tenniste più brave al mondo (così almeno sulla carta).

Pensare di poter vincere in terra straniera, in una competizione di questo livello, contro a due colossi del tennis è un pensiero che non sfiorava né Roberta né Flavia. Troppo ambizioso, poco realistico.

Il campo di gioco però non è lo sterile foglio di carta su cui si scrivono pronostici e scommesse. Su quel campo puoi accorgerti di avere la possibilità di sfidare tutte le previsioni. Una volta sul terreno di gioco, punto dopo punto, inizi a vedere quella possibilità che non solo i pronostici ma nemmeno tu avevi preso in considerazione, è allora che scatta in te quel quid che distingue uno sportivo da un campione. Ogni palla, ogni servizio, ogni colpo di racchetta assume un valore assoluto. La regola diventa “vietato sbagliare“. La concentrazione massima che ti porta a non commettere errori diventa la tua arma vincente. La favorita inconsciamente affronta la partita con quel pizzico in più di serenità che può risultarle fatale, perché tu sei lì ad aspettare il suo errore, tu non ne commetti. Mantieni un profilo più basso, pensi a buttare la palla nel campo avversario senza sbagliare e continui a rimanere concentrata. Sei un fascio di nervi, ma non perdi il focus. Perseveri. L’idea di poter compiere l’impresa inizia a passarti per la testa. L’adrenalina sale. Non hai nulla da perdere (o almeno all’inizio del match), ma la posta in gioco si avvicina sempre di più. Inizi ad esaltarti, chiedi il supporto del pubblico, percepisci la tensione invadere anche gli spalti. Il risultato non è più così certo. La tua avversaria si sente tremare la terra sotto i piedi. Ormai tu sei lanciata e nessuno può fermarti, se non te stessa. Tutte le certezze crollano e tu galoppi verso la vittoria, con rara determinazione. Nemmeno quando l’ultima pallina tocca il terreno sancendo la tua vittoria riesci a crederci. In fondo, fino a un paio d’ore prima non sognavi nemmeno di scrivere la storia.

Auguri Roberta e Flavia!

Guarda le interviste alle due tenniste italiane dopo la vittoria in semifinale:

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

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