close
La tutela del Made in Italy agroalimentare ed il ruolo dell’Europa.

La tutela del Made in Italy agroalimentare ed il ruolo dell’Europa.

I giovani avvocati di Milano e l’associazione nazionale  a confronto con imprenditori, istituzioni e politici sulla tutela delle eccellenze agroalimentari del Made in Italy.

Un momento di confronto per parlare di  agroindustria, Made in Italy  ed Europa attraverso un tavolo tecnico dal titolo “Il ruolo dell’Europa nella tutela  del patrimonio agroalimentare  del nostro territorio” questo il focus scelto da Agam (Associazione giovani avvocati di Milano)  e Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) per un convegno che ha riunito attorno ad un tavolo  imprenditori, rappresentanti di  associazioni,  avvocati e politici sul futuro dell’agroalimentare italiano tra opportunità e minacce. Focus tematico: il  panorama giuridico ed il ruolo dell’Europa nella tutela del Made in Italy agroalimentare; settore chiave per la produttività del paese.  Un momento partecipato di cooperazione per lo sviluppo, un tema di grande attualità,  cruciale sul piano strategico per l’immagine del sistema paese. Un’occasione riuscita anche  per rilanciare il ruolo dei giovani,  come hanno ricordato i due moderatori Isabella Lavezzari del collegio dei probiviri Agam ed Alfredo Serra Presidente Aiga di Napoli.

Perché organizzare il dibattito all’interno di Expo? La risposta arriva da  Michele Vaira,  segretario nazionale dell’associazione giovani avvocati. “Non solo perché è una vetrina” -ha esordito Vaira-  ma perché era indispensabile tracciare un percorso concreto di proposte nel contesto in cui il pianeta si incontra per dibattere dei temi della nutrizione, dell’energia,  della sostenibilità sul futuro dell’alimentazione, tramite  ricerca e sviluppo”. “E noi avvocati ci siamo fatti trovare pronti per ricoprire il nostro ruolo che è quello di essere “lievito per le imprese”. Cosi’ il segretario nazionale Aiga – che ha ribadito l’importanza di individuare  nuovi spazi di mercato specialistici e specializzati.  I giovani avvocati- ha rilanciato Paolo Borghi Ordinario di diritto del’Unione  Europea e di Diritto alimentare- hanno un’opportunità importante se si specializzano sul diritto alimentare, ma  devono essere in grado di affiancare imprenditori ed istituzioni per internazionalizzare l’eccellenza Italiana.

 

“E’ indispensabile unire le risorse per fare emergere la capacità competitiva del tessuto produttivo,  offrendo alle imprese un approccio multidisciplinare”  – ha proseguito Vaira- “ la cultura giuridica italiana è fatta di grandissime tradizioni. Abbiamo necessità di valorizzare il Made in Italy giuridico italiano attraverso il supporto alle imprese. In questa direzione- ha concluso Vaira-  al lancio anche un nuovo progetto che riguarda  innovativi  strumenti nel  processo telematico realizzato con l’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato”.

La concorrenza internazionale in ambito alimentare è spesso fatta sul piano della legislazione, ha sottolineato  Lorenzo Fontana Europarlamentare della Lega Nord. Purtroppo non tutti i paesi sono interessati come l’Italia,  a tutelare le proprie eccellenze.

 

 

Il Presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo lasagna ha proseguito “ho fiducia che l’Europa abbia in testa una linea di difesa migliore delle nostre  eccellenze, perché paghiamo il prezzo di un  disallineamento normativo, oggi estremamente  penalizzante per l’industria agroalimentare italiana. Serve maggiore innovazione e il quadro normativo deve fare chiarezza. Oggi in Italia si ha paura a pronunciare la parola OGM.Ad esempio che senso ha vietare per paura le colture OGM, quando il 93% della soia importata in Italia è Ogm?”ha concluso provocatoriamente Lasagna.

Tra i temi sollevati dai relatori anche il controverso “Ttip”  (Trattato di libero scambio Europa-Usa) oggi criticato in Europa. Contestato sul piano dei contenuti  e della segretezza. I negoziati tra gli Stati Uniti e l’Europa per il trattato di libero scambio Ttip – è stato sottolineato durante il dibattito- si stanno svolgendo “in una mancanza totale di trasparenza”

Come contare di piu’ in Europa? Un coro di voci ha posto richieste concrete e inviato spunti al Parlamentare Europeo  Lorenzo Fontana. “Bisogna rispondere con Internazionalizzazione, tracciabilità e lotta alla contraffazione. L’impegno è quello  di tutelare qualità e fatturato dalla pirateria alimentare nel mondo” ha rilanciato  Emiliano Novelli, presidente dei Giovani di Assolombarda. “L’Italian sounding realizza 60 miliardi di valore economico, portati via e sottratti al nostro Paese, attraverso la vendita sul mercato di prodotti agroalimentari contraffatti. Per questo l’affermazione della legalità anche in questo importante settore commerciale e di trasformazione è condizione indispensabile di sviluppo” .”Occorre investire sulle politiche di promozione superando quello che per il made in Italy è un vero e proprio limite: la frammentazione degli attori in campo. Se in Italia non si riesce a fare lobby- nell’accezione positiva  del termine- è difficile avere rappresentatività al parlamento Europeo ha concluso il numero uno dei giovani di Assolombarda.

 

 

Il Presidente del gruppo giovani di Confapi Angelo Bruscino ha raccolto tutti  temi di preminente attualità portati sul tavolo dai relatori “ occorre rispondere con internazionalizzazione, e investire sulla comunicazione. Esistono solo due “Made” con un valore semantico universalmente riconosciuto: Made in China, sinonimo di bassa qualità e prezzo basso e Made in Italy che risponde al mondo con eccellenza, sicurezza e valore. Ma oggi occorre fare sistema anche sulla comunicazione, perché è sul marketing che ci si gioca il futuro”.

“I prodotti agroalimentari costituiscono tra prodotto interno ed export un valore pari a 250 miliardi di Euro, il 15% del  Pil Italiano- ha proseguito Bruscino-  in Italia si salvaguarda qualità e sicurezza e -nonostante questo indiscutibile successo celebrato anche ad Expo- l’Italia non riesce ad imporsi in Europa, ed il rischio è quello di restare vittime di una visione miope che finisce per  vanificare gli investimenti in ricerca e sviluppo creando un danno di immagine”.

Dal presidente dei giovani di Confapi un ulteriore monito: “ in Europa serve competenza, presenza e professionalità. Dobbiamo mandare politici che parlino almeno tre lingue, occorre fare sistema perché le imprese in Italia superino il gap dimensionale . Anche gli avvocati si devono internazionalizzare, occorre una politica che riduca i melmosi percorsi burocratici e occorre partire sempre dalle imprese e non dalla politica”.

Il convegno si è concluso con un aperitivo relazionale presso i padiglioni della Sierra Leone per rafforzare le logiche di cooperazione in seno al progetto “Smart farm village”. Un accordo con il governo della Sierra Leone nato con l’obiettivo di supportare la crescita economica di citta’ e villaggi nei paesi in via di sviluppo come la Sierra Leone, perché il ruolo dell’ Ue nella tutela agroalimentare è quello di garantire a tutti il diritto di mangiare bene e sano.

 

 

 

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

Nel Regno di Circe: aperitivi tra arte cultura e piatti prelibati

Un elogio all’omeopatia