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Vegan: il Copernico del 3° millennio?

Vegan: il Copernico del 3° millennio?

Vegan: rivoluzione copernicana

Ogni settimana 6000 italiani abbracciano lo stile di vita vegano. È ormai palese che non si possa più parlare di pochi alternativi animalisti, si tratta bensì di un vero e proprio fenomeno sociale.

Tutti ormai sappiamo che il veganismo è la filosofia di vita incentrata sul rifiuto di ogni tipo di sfruttamento animale e siamo consapevoli del boom di blog e libri che ne parlano, ma anche di ristoranti e festival che lo promuovono e spuntano come funghi nelle nostre città. Sempre più persone (1 milione e 150 mila), infatti, si convertono credendo nella parità di dignità non solo degli uomini ma anche degli animali e non mettendo in atto alcun comportamento che li possa danneggiare. Una tendenza glam seguita anche da vip nostrani e star d’oltreoceano, da attori tanto quanto da sportivi.

La recente ricerca condotta da Eurisko fa un po’ di luce su questo fenomeno: il prototipo vegan è donna, over 30, del Nord, laureata e soddisfatta della propria vita che ha scelto di rivoluzionarla abbracciando questa filosofia. Ciò non toglie che la comunità Veg includa anche uomini, adolescenti e manager che non solo hanno eliminato la carne dalla loro dieta (come i più moderati vegetariani) ma ogni alimento riconducibile al mondo animale nel rispetto di questo e nella convinzione di migliorare la propria salute. Quindi, cereali, legumi, vegetali e prodotti di tendenza come la soia e la quinoa, strizzando l’occhio ad eventuali integratori per sanare lacune di vitamina D e B12, ad esempio.

Uno stile di vita che non influenza solo l’alimentazione, questo, infatti, essendo basato su una forte sensibilità ecologista ed animalista dice no a farmaci e cosmetici testati su animali, a materiali quali pelle, cuoio e pellicce. Una mentalità open e una curiosità per nuovi gusti ed abitudini non coincidono con l’immaginario comune che li vede tristi a causa delle loro rinunce o estremisti come certi casi che si leggono sul giornale. Sono persone serene (a volte un po’ snob verso chi non la pensa come loro) che affrontano la quotidianità con uno stile slow e un radicale rifiuto per le ingiustizie, profondamente green prediligono bicicletta e mezzi di trasporto pubblico e non rinunciano a sfoggiare una borsa in ecopelle, magari della stilista Stella McCartney (che ha dichiarato di utilizzare pellicce ecologiche per i suoi capi).

Siamo forse di fronte a una rivoluzione copernicana alla quale prima o poi tutti, volontariamente, ci arrenderemo? Davanti alla quale rinunceremo persino al piacere per il palato garantito da certi prodotti? Questa versione ancora più estrema della dieta vegetariana è realmente più salutare? L’empatia per il mondo animale riuscirà a sconfiggere quell’egoismo e quell’ingiustizia che non riusciamo a debellare nemmeno tra noi esseri umani? Nel dubbio, a chi è amante di carne & co conviene farne scorpacciate in attesa del D-day.

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

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