Violenza sulle donne? Risponde la generosità. Le donne possono donare il latte materno in esubero ad altre mamme che hanno difficoltà a nutrire i propri piccoli: arriva l’Ape Milk

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Difficile scrivere un pensiero su “Il 25 Novembre ai tempi dell’Isis”.  E’ lecito  avvertire la necessità di esprimere una riflessione sulla semantica di una giornata istituita dall’Onu nel 1999,  per sensibilizzare l’opinione pubblica su argomenti come quelli della violenza di genere, ma  oggi non ci si può esimere dal dovere  di dedicare una riflessione alle  violazioni “globali”  di diritto che si consumano ogni giorno. Ogni minuto. In tutto il mondo. Ai  danni di donne, uomini, bambini e anziani. I dati Onu diffusi oggi parlano chiaro: il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un’altra persona. Oggi si esaminano le leggi, si confrontano le istituzioni. Dei vari paesi. Da  qualsiasi angolazione si affronti il problema, se ne colgono rilevanza e criticità.

Da parecchi giorni provo un senso di disagio davanti alle manifestazioni  scomposte attorno ai teatri della violenta mattanza  di Parigi e a quanto sta accadendo da anni –in vari paesi- a livello internazionale. Mi fanno sentire a disagio le  parole di troppo, le offese gratuite, le soluzioni “illuminate” (sempre poche in realtà), i troppi vaffa su Facebook ai danni di chiunque la pensi diversamente. Mi chiedo quanto questa irrazionalità omofoba di pensiero stia risultando efficace nel fomentare qualsiasi forma di violenza, rabbia, rivendicazione  e odio. E’ complicato farsi  un’idea chiara di quanto stia accadendo. Il quadro è troppo complesso. Cultura. Appartenenza. Civiltà si intrecciano con interessi politici ed economici. Sarà per questo che –non solo oggi-  qualsiasi forma di aggressività fisica e verbale mi risulta un crimine contro l’umanità. Da giorni i termini come  diritti, equità, e giustizia mi sembrano assumere un significato molto trasversale a tutti i popoli, le etnie, le religioni, le politiche.

Nella giornata contro la violenza alle donne, mi viene in mente Valeria Solesin ed il suo impegno nel sociale, pensando a Valeria questa mattina  ho deciso  di dedicare uno spazio  ad un’iniziativa che, al contrario della violenza,  ha a che fare con la generosità, e la solidarietà. Donare latte materno per l’allattamento. Gratuitamente. Si chiama Ape Milk.

L’Ape Milk  si reca a casa delle mamme che vogliono regalare il proprio latte in esubero, ad altre mamme per  bambini  che ne hanno bisogno

L’allattamento è  un momento speciale e unico nella vita. Ed ora è diventato un iniziativa che non ha nulla  a che fare con il business.  “Ape Milk” è un mezzo che a partire da Ottobre sta raccogliendo il latte materno per poi donarlo ai neonati sottopeso.

L’iniziativa, completamente gratuita per chi dona e per chi riceve, è nata presso il Comune di Milano. Un prezioso salvavita per neonati prematuri

L’idea è nata a Guido Moro, pediatra e neonatologo, presidente dell’Associazione italiana banche del latte umano donato (Aiblud onlus) che è pronto a lanciare l’iniziativa anche in altre città italiane ma anche all’estero, a Parigi e a Londra. Dal primo di ottobre le mamme che vogliono donare il loro latte devono  solo alzare la cornetta del telefono e chiamare il numero verde 800 97 86 75 che funziona 24 ore su 24, sette giorni su sette.  Nel giro di poco tempo, un’ostetrica specializzata si sposta con l’ Ape Milk e raggiunge la madre per raccogliere direttamente a casa il latte materno e trasportarlo, grazie alla cella frigorifera presente sul mezzo, alla Banca del Latte, nell’ospedale più vicino. Una catena pensata con accuratezza: dagli esami ematochimici gratuiti al kit di raccolta contenente un tiralatte manuale e i contenitori per la raccolta. Il servizio che prende il nome di Human Milk Link a Milano può già contare su due Banche del Latte e dal prossimo mese su una rete di venti farmacie “ambasciatrici” del progetto: un luogo dove trovare informazioni e consigli per scegliere di diventare donatrici.  In Italia le “Banche” che raccolgono latte materno sono 33 e ogni anno arrivano a fare la scorta di circa 10 mila litri ma ora con il servizio a domicilio si punta ad aumentare la cifra:  “Siamo pronti – spiega il presidente dell’ Aiblud – a esportare questo modello anche a Roma, Torino, Firenze, Bari e Palermo. Ogni goccia è importante e può salvare la vita, specialmente se il latte è di madre che ha partorito da poche settimane. Per i prematuri e i neonati malati ha caratteristiche uniche e non può essere sostituito da nessun altro latte”.

Poiché è donandosi, che si riceve;dimenticando se stessi, che ci si ritrova
(San Francesco)

Un gesto di generosità ma non solo perché secondo gli esperti svuotare completamente, con regolarità, il seno dopo ogni poppata, stimola una produzione maggiore di latte e previene fastidiosi ingorghi mammari e dolorose mastiti. Cosi’ al contrario della violenza si può nutrire la generosità!