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Giornata mondiale dei bambini, no al “disturbo da deficit di natura”

Giornata mondiale dei bambini, no al “disturbo da deficit di natura”

Domenica 22 novembre ingresso gratuito per i bimbi al Parco Natura Viva di Bussolengo.

 

Da  anni alcuni la  letteratura scientifica  fa riferimento a “nature deficit disorder” nei più piccoli, ovvero di un “disturbo da deficit di natura”: un progressivo allontanamento dagli elementi naturali, una mancanza di interazione con la natura”.

Al pedagogista americano Richard Louv va il merito di avere coniato l’espressione “disturbo da deficit di natura”, in contrapposizione a “disturbo da deficit di attenzione e iperattività”. Lo studioso evidenzia in questo modo il disagio che colpisce un numero crescente di bambini, i quali nelle città non trovano spazi per il gioco libero e che quindi trascorrono  sempre più tempo segregati in ambienti chiusi, prevalentemente davanti a uno schermo, già negli anni prescolari.

Basandosi sui risultati di studi scientifici, Louv è giunto alla conclusione che quanto più spesso è confinato in un ambiente artificiale, tanto più l’essere umano ha bisogno – per mantenere la propria salute mentale e fisica – di un contatto compensatorio con la natura. Ciò è particolarmente vero in età evolutiva, quando il libero movimento è parte essenziale della crescita.

Oggi molti bambini vengono diagnosticati come iperattivi, senza domandarsi però se l’ambiente in cui vivono risponda alle loro reali necessità.

“Questo può avere gravi ripercussioni sullo sviluppo psicofisico di un bambino e la sfida di questo millennio si gioca proprio qui: impedire ai più piccoli di perdere il contatto con l’ambiente naturale e metterli nelle condizioni di sviluppare quell’empatia che farà di loro i custodi di tutti gli esseri viventi.” (Richard Louv, L’ultimo bambino dei boschi, 2006).

Sono giorni difficili questi, in cui stiamo incollati a telegiornali per apprendere ogni evoluzione di una minaccia che incombe sui diritti degli esseri umani: bambini compresi. E’ importante prendere un tempo per sè stessi. Per i propri figli. Imparare a guardare negli occhi un bambino e spiegargli la vita è la sfida più “alta” per noi adulti. Se in questi giorni dobbiamo poi spiegare ad un bambino il concetto di “diritto” sembra tutto più difficile.

In occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale dei Bambini che cade il 20 Novembre, il Parco Natura Viva di Bussolengo regalerà ad ogni bambino  la possibilità di esercitare un proprio diritto fondamentale, riconosciuto dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia: fare esperienza dell’ambiente naturale. Domenica 22 Novembre i ragazzi entro i 12 anni di età potranno visitare gratuitamente il Parco Natura Viva – afferma Cesare Avesani Zaborra, Direttore Scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo-  e passeggiare tra animali di ogni specie scoprendo una natura semplice, fatta di forme e suoni a volte sconosciuti, imparando a rispettare gli animali e la natura.

Nel primo pomeriggio all’interno della yurta (tenda mongola) del Parco, sarà allestita una zona lettura: i bambini, trasportati nelle storie, potranno viaggiare alla scoperta di molte specie animali. Arriva poi il tempo di iniziare a pensare agli addobbi dell’albero di Natale e ogni bambino potrà realizzare un suo contributo creando con materiale riciclato un  suo personale ed originale  “regalo” per abbellire l’ abete, lasciando uno speciale messaggio augurale per il nostro Pianeta.

Mentre la specie umana si dota di una Convenzione ratificata da 196 Paesi per proteggere i diritti dei propri bambini, il mondo animale provvede naturalmente a quest’esigenza.

“I piccoli di scimpanzé possono dedicarsi al gioco per i primi anni della loro vita, mentre gli adulti si preoccupano di proteggerli e procacciare loro del cibo”, ricorda Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. “Questo consente ai giovani di misurare la propria forza e creare i legami sociali necessari alla vita da adulto. Poi c’è l’Ibis eremita, la specie migratrice che per sopravvivere deve garantire l’apprendimento della rotta per lo svernamento ai più giovani che una volta diventati adulti, dovranno trasmettere a loro volta l’informazione appresa ai nuovi piccoli. Ma gli animali si spingono anche oltre: se percepiscono un pericolo, i piccoli di bertuccia sono in grado di richiamare l’attenzione dei genitori solo “indicando” con lo sguardo la fonte di preoccupazione, scatenando una reazione di difesa immediata da parte degli adulti”.

 

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta
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