Abbiamo sposato la filosofia di Gandhi, ci siamo fatti promotori del motto “Be the change you want to see in the world”, lo abbiamo inciso sulle pareti di casa e persino tatuato indelebile sulla pelle, ma facciamo la differenza nel nostro piccolo? Siamo la famosa goccia?

Dicono che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare e parlando di oceano non è un gioco di parole, ma è proprio vero: tutti pubblicamente e privatamente sposiamo la causa, a parole siamo bravissimi, ma poi troppo spesso restiamo fermi alle buone intenzioni limitandoci ad essere dei wanna be.

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno. – Madre Teresa di Calcutta

Siamo profondamente preoccupati per l’ambiente, ma la macchina è troppo più comoda del mezzo di trasporto pubblico, per non parlare poi della bicicletta. Inorridiamo di fronte alle chiusure di aziende e ai licenziamenti ma piuttosto che rinunciare lo compriamo tarocco. Non abbiamo dubbi sul fatto che siamo tutti uguali ma poi per insultare qualcuno usiamo il colore della pelle, la religione o l’orientamento sessuale. Nutriamo sospetti per pesticidi e sostanze velenose, ma non troviamo il tempo nemmeno di coltivarci la salvia sul balcone. Non vorremmo mai essere una di quelle commesse che lavorano nel centro commerciale sempre aperto, ma sai com’è, quando non sappiamo cosa fare un giretto per negozi di domenica è ideale. Detestiamo chi supera la coda in uscita immettendosi presuntuosamente all’ultimo, ma il nostro appuntamento è troppo importante e quindi siamo giustificati. Siamo paladini della raccolta differenziata solo quando non dobbiamo sprecare quei 3 secondi necessari a capire come funzionano i cestini in strada, così buttiamo alla cieca il nostro rifiuto.

C’è, però, una realtà fatta di persone comuni che ritagliano spazi di tempo per gli altri o per una causa, in modo sincero e disinteressato. A Milano, come in tutte le città del nostro territorio e non solo, pullulano associazioni ed enti no profit che hanno bisogno anche di noi. Di solito ci iscriviamo con l’inizio dell’anno nuovo, anche perché alle volte è necessario seguire un corso di formazione per diventare volontario, ma non è un vincolo: la nostra collaborazione è ben accetta anche oggi stesso.

L’Unitalsi di Monza aspetta giovani responsabili che abbiano voglia di mettersi in gioco e divertirsi insieme, non solo in estate presso la casa vacanza per disabili di Borghetto Santo Spirito ma anche durante l’anno negli eventi e nei ritrovi che organizzano. Non si vedono, ma nelle grandi città ci sono anziani che sono soli, non hanno una famiglia o una rete sociale che li supporti, e allora l’associazione Seneca ha pensato di organizzare visite a domicilio: un appuntamento settimanale o più davanti a una tazza di tè. Per le strade di Milano operano i volontari del Progetto Arca, che soccorrono con beni di prima necessità persone in difficoltà, perché non tutti quest’inverno avranno la possibilità di essere riparati da un tetto o di accendere i caloriferi. La lista di luoghi dove poter fare volontariato è infinita, sui portali delle amministrazioni locali vi sono sezioni dedicate dove l’utenza puoi entrare in contatto con la realtà che più le si confa. (qui potete consultare quella del comune di Milano)

Hoy es un buen día para empezar

Questo articolo si limita a veicolare un messaggio e a promuovere queste attività sulla base delle testimonianze di volontari entusiasti, lungi dal discriminare o biasimare chi non si sente portato o liberamente sceglie di non svolgerle.

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