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La prima volta di Barbie con un maschietto

La prima volta di Barbie con un maschietto

Stupore - Barbie con un maschietto

Barbie torna a far parlare di sé e non solo per la mostra al Mudec di Milano.

Avreste mai immaginato una Barbie con un maschietto? Parliamo della Barbie, il masterpiece di Mattel, che dal 1959 ha fatto impazzire le bambine di tutto il mondo. Tanto che “Barbie – the Icon” è al Mudec di Milano (fino al 13 marzo) con l’esposizione che ripercorre la storia e l’evoluzione di questa icona, a partire da quando veniva criticata per il seno troppo prosperoso e le gambe troppo lunghe. Musa di Warhol, protagonista del video degli Aqua, modella per Dior e Jean Paul Gaultier, è stata da ultimo vestita da Moschino per mano di Jeremy Scott.

La vera rivoluzione di quest’ultima sinergia tra dolls e fashion non solo è l’aspetto liberale e modaiolo del brand, ma anche e direi soprattutto il video promozionale.

La Mattel questa volta va beyond gli stereotipi culturali, va contro quello per cui dovrebbero essere solo le bambine a dover giocare con le bambole e con le Barbie. Uno spot che ritrae bambini che si preoccupano solo di divertirsi senza interogarsi se sia maschile o femminile quel gioco che li sta rendendo contenti. Appare così la Barbie con un maschietto, un bimbo dagli occhi vivaci e con la bionda cresta che esclama

è eccezionale!

Il web è impazzito. Se la Mattel voleva far parlare di sé direi “missione compiuta”! Non solo, ha anche segnato l’inizio di una rivoluzione culturale, almeno nella pubblicità, facendo commuovere chi ha nostalgicamente ammesso che questo gioco da piccolo era a lui vietato.

Sono così felice dell’amore e dell’attenzione che sta avendo il mio spot – ha postato il designer su Instagram – Per me è stato naturale avere nella pubblicità un bambino che gioca con la Barbie così come le bambine. Sono emozionato dal fatto che tutto questo abbia dato inizio a una discussione sulla neutralità di genere nei giocattoli. Credo che dovremmo lasciare che i bambini giochino felici perché dopotutto giocare è il lavoro dell’infanzia.

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

Blogger, videomaker and editing
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