Un tempo eravamo un paese autentico, povero ma vero…

oggi abbiamo rinunciato definitivamente a distinguere il vero dal falso, ci riempiamo la casa di spazzatura, convinti di aver fatto l’affare. (T. Masi) Voltiamo le spalle alle eccellenze della nostra terra e non capiamo nemmeno le conseguenze che questo atteggiamento ha per noi stessi e per la nostra comunità.

C’è però chi dice no!  Sono diversi gli enti e le associazioni che scendono in piazza e discutono apertamente mossi da una causa comune: la tutela della proprietà intellettuale e del Made in Italy (due concetti che non devono essere confusi). La lotta alla contraffazione e all’italian sounding è solo all’inizio.

Bologna – Il Forum nazionale Mediterranea, in prima linea su questo fronte, è stato aperto e chiuso dallo spettacolo di Tiziana Di Masi, interprete campana, dal titolo “Tutto quello che sto per dirvi è falso”.

La diffusione della cultura della legalità per trasmettere il valore del Made in Italy e della Proprietà Intellettuale non solo a tutela dell’economia e del brand, ma anche del consumatore, che deve saper scegliere consapevolmente nel rispetto della propria salute e comunità. Una battaglia che coinvolge anche l’associazione Libera, in prima linea nella lotta alle mafie, che sui terreni confiscati alla criminalità organizzata sviluppa un’agricoltura biologica nel nome della qualità e del rispetto delle leggi (non bisogna dimenticare che dietro alla borsa tarocca si nascondono i volti dei boss e dei loro clan).

Obiettivi condivisi da una rete sempre più vasta e capillare che comprende Autorità e soggetti istituzionali.
Milano – In queste settimane, Confagricoltura Lombardia sta promuovendo presidi volti a portare l’attenzione pubblica sul rischio di scomparsa di prodotti locali nel tentativo di garantire agli allevatori condizioni più eque e ai consumatori italiani la qualità del prodotto certificato Made in Italy.  È ingenuo e quasi sciocco, infatti, credere di aver fatto un affare quando si compra un prodotto a un prezzo troppo basso: quando il rapporto qualità/prezzo è esageratamente accattivante sicuramente non stiamo facendo un affare, ma stiamo comprando una patacca che nasconde condizioni del lavoro, di produzione o di qualità non a norma.

La qualità si paga!

Il lato positivo di questa lotta si chiama tutela della Proprietà Intellettuale, concetto che permea molti più settori e aree di produzione di quanti noi si possa immaginare. Tutti almeno una volta ci siamo sentiti vittime di un “plagio”, qualcuno stava copiando un nostro gesto, un nostro lavoro, sappiamo quanto ciò sia frustrante.
Milano – Lo chef Gualtiero Marchesi ci ha raccontato come il diritto d’autore regni anche in cucina durante il convegno con mock trial da lui promosso. Nel processo simulato la corte ha dato ragione allo chef meneghino, nel presunto caso di imitazione del suo “riso oro e zafferano” (simbolo riconosciuto del maestro) tanto da considerare una ricetta opera dell’ingegno del carattere creativo tutelata dalla normativa sui diritti d’autore.

Se la problematica culinaria è ancora aperta e dibattuta nella realtà, la contraffazione non lascia adito a libere interpretazioni: imitazione e falsificazione sono reato ed è nell’interesse di tutti ostacolare questo fenomeno, come sostiene INDICAM, che è intervenuto nel Convegno di Gualtiero Marchesi.