Il Tatuaggio Paramedicale Estetico è un metodo che contribuisce ad eliminare o ridurre cicatrici, ustioni,  inestetismi

Sentirsi bene con se stessi è un obiettivo importante in tutte le età della vita tanto per le donne che per gli uomini. Spesso le persone faticano ad accettarsi perché non riescono a  sentirsi a proprio agio “dentro” il proprio corpo. Particolari estetici congeniti o conseguenti a traumi  rendono difficile il rapporto con sé e di conseguenza con gli altri: una cicatrice evidente, esito di  un incidente o di  un intervento chirurgico, dettagli sgraziati o una fisiognomica  non desiderati, calvizie incipiente o alopecia a chiazze, possono indurre le persone a nascondere una parte del  corpo e del proprio modo di essere, con conseguenti limitazioni relazionali. Si deve a  Maxwell Maltz,  la teoria  che un cambiamento interiore sia frutto anche delle modifiche esteriori che vengono effettuate su una persona. Maxwell era un chirurgo che notò come i suoi pazienti, dopo avere migliorato  il proprio aspetto esteriore con interventi, miglioravano anche la propria personalità e socialità con influssi positivi anche sul conseguimento di obbiettivi concreti. La chirurgia è certamente un opzione  indispensabile in alcune situazioni e utile in altre, tuttavia considerata da alcuni pazienti troppo invasiva. Alternativa o a volte conseguentemente utile alla chirurgia estetica  è la tecnica  del  “Tatuaggio Paramedico Estetico”, un metodo che contribuisce ad eliminare o ridurre cicatrici, ustioni,   inestetismi.

Un tatuaggio che nasce per “Necessità”.

In Italia non è ancora  molto conosciuto ma all’estero esiste da molto tempo e viene sviluppato anche all’interno delle cliniche mediche. Con la stessa tecnica di inserimento di colore tramite aghi,  è possibile correggere o ricostruire cromaticamente zone del viso o del corpo affette da patologie o rovinate dal bisturi a seguito di interventi chirurgici. E’ possibile lavorare su vitiligine ferma, su alopecie, su seni ricostruiti chirurgicamente, su cicatrici bianche non cheiloidee e piatte, su ustioni,  su discromìe della pelle di varia origine e natura. Le applicazioni più richieste sono : ricostruzione dell’areola mammaria a seguito di asportazione parziale di seno o mastoplastica, rinfoltimento pilifero  del cuoio capelluto, riduzione della visibilità di alcune cicatrici. Nel caso di interventi chirurgici al seno di natura oncologica per  asportazione parziale di seno o mastoplastica, il tatuaggio para medicale  consiste nel tatuare l’aureola mammaria ed il capezzolo (se precedentemente ricostruito) con un diametro, una forma , un colore ed una posizione più simili possibile all’originale, con risultati ottimali dal punto di vista estetico. In Italia diversi professionisti si dedicano con professionalità a questo lavoro, tra questi ho scelto di raccontarvi l’esperienza di Annarita Minutaglio che esercita la propria attività  a Bologna.

Dopo quasi 17 anni di attività di Micropigmentazione, Annarita ha  deciso di collaborare anche come volontaria presso la LILT, la “S.Komen” e “La forza e il Sorriso”  come Consulente di Bellezza in Ospedale, specializzandosi nella ricreazione dell’areola mammaria e nella mimetizzazioni delle cicatrici post-intervento, a seguito di ricostruzione chirurgica del seno. “E’ una tecnica che garantisce ottimi risultati- sostiene Annarita- è  indolore, non invasiva, artistica, volta alla simulazione cromatica del capezzolo o del complesso areola-capezzolo  per tutte le donne che vogliono ritrovare la propria femminilità e bellezza, fiducia in sé stesse. ( Per informazioni clicca qui)

Annarita, è anche  ideatrice della “Beauty  & Hair Therapy”. Altra tecnica che consiste nel supportare esteticamente,  le donne sottoposte a chemioterapia avvalendosi della collaborazione di  professionisti collegati come truccatori, esperti di tricoprotesi, dermatologi, medici chirurghi estetici e plastici. Un team ad alta professionalità in grado di seguire la donna prima, durante e dopo il percorso chemioterapico.

 Mi faccio bella per sentirmi meglio. Look good, feel better

“Sono profondamente convinta- conclude Annarita Minutaglio- che  sulla base di testimonianze ed esperienze, sentirsi  bene con la propria immagine in un momento in cui la malattia se la porta via, abbia un impatto interiore molto importante e che ciò sia  un essenziale coadiuvante alle faticose cure mediche e farmacologiche”.

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