La fermata di Palestro a Milano non è solo il Planetario e i famosi fenicotteri dei Giardini Invernizzi, ma anche il tintinnio dei bastoni bianchi sulle scale della metropolitana.

Un giorno fatevi incuriosire e seguiteli fino in via Vivaio al 9. Qui si trova l’Istituto dei Ciechi di Milano, che è in prima linea non solo per la promozione dell’indipendenza e dell’autonomia delle persone con disabilità visiva, ma anche per la sensibilizzazione e il coinvolgimento di tutti. Il suo programma infatti propone alla cittadinanza e ai turisti il percorso/esibizione “Dialogo al Buio“, dove i ruoli si capovolgono e i due mondi si incontrano.

Difficile poter descrivere a parole l’oscurità che ti avvolge da quando varchi l’ingresso. Dopo la consegna dei bastoni bianchi, il buio si palesa come mai prima di quel momento. L’orientamento, come lo conosciamo, smette di esistere. C’è chi non se la sente e abbandona, quelli che restano, invece, sono colti dalla paura di perdersi, di inciampare, di scontrarsi con gli altri. Nulla di ciò però avviene. Perché le orecchie si tendono per cogliere ogni indizio. Il tatto si affina: si sorride quando ci si accorge di aver trovato il proprio amico e si rimane profondamente sconcertati quando sensazioni che avevamo sempre sottovalutato si amplificano. Ed è allora che non è più l’immaginazione a dare un aspetto a quello che non si vede ma i milioni di ricettori lungo il corpo a cui finalmente prestiamo la giusta attenzione. Il gusto e l’olfatto conoscono sapori e profumi sotto un’altra veste, perché non più distratti dall’apparenza. L’importanza dei nostri sensi emerge e le gerarchie vengono sfatate quando un bicchiere di plastica cade per terra e nel medesimo istante Cesare (la nostra guida) lo ha già recuperato.

Il “Dialogo nel Buio” non è il tentativo di simulare la cecità, ma è un invito a sperimentare in prima persona come possano essere più profonde la percezione di quello che ci circonda e la comunicazione in assenza di luce. È comprendere che la vita non è più triste per chi non vede come noi, è solo diversa in certi aspetti.

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