Perché quest’anno non sfidiamo la dea fortuna e quell’altra che ci vede ancor meglio è festeggiamo un Capodanno da cittadini del mondo?

Le tradizioni regnano sovrane anche la sera in cui ognuno di noi rielenca i buoni propositi per l’anno nuovo e grida il count down al cielo con la speranza e l’illusione di bambini. In quella sera, che gli spagnoli chiamano “noche vieja”, diventiamo vittime di rituali scaramantici fatti propri dalla cultura popolare o appresi con gli anni in base a esperienze ed esiti più o meno fortunati.

In Italia, siamo pronti con le lenticchie per mettere al sicuro il reparto del vil ma essenziale denaro, l’intimo rosso per un pizzico di fortuna in campo amoroso da mettere alla prova anche quella notte stessa, il falò con qualcosa di vecchio per chiudere alle spalle l’anno ormai passato senza rimpianti e, ovviamente, il brindisi a mezzanotte per scambiare i più sinceri auguri con gli amici che anche quest’anno sono al nostro fianco e rivolgere un pensiero alle persone care.

Se il resto del mondo inorridisce delle nostre lenticchie, anche a noi, di fronte agli usi e costumi locali, scappa un sorriso misto a perplessità. Quest’anno però possiamo decidere di adottarli come strategie propiziatorie e scongiuri per l’imminente 2016.

I giapponesi attendono l’avvento dell’anno nuovo seguendo il principio della pulizia: prima esterna, impegnandosi nel riordino della casa (il regalo più bello che i figli possano fare ai genitori), e, in seguito, personale, confessando i propri peccati allo scocco della mezzanotte, quando le campane dei templi buddhisti rintoccano per 108 volte.

In Cina, invece, il Capodanno è la festa della primavera e non coincide con la nostra data. I festeggiamenti della durata di 15 giorni terminano con la celebre festa delle lanterne. Anche per i cinesi il rosso è il colore di questa festività, colore che secondo le antiche leggende locali serve ad impaurire il mostro mitologico Nian.

In Inghilterra si prepara un vero e proprio veglione: il tacchino ripieno di castagne è servito e segue l’irrinunciabile Christmas Pudding, i sudditi della Regina, invece, si cimentano i giochi con il fuoco di vario genere.

In Germania il travestimento risolve ogni problema di outfit e il brindisi si fa con l’impronunciabile Feuerzangenbowle, la bevanda della fraternità e delle associazioni studentesche a base di vino, cannella, chiodi di garofano, buccia d’arancia e rum che accompagna l’offerta di noci, nocciole e uvette.

In Russia non si accontentano di un unico festeggiamento, bensì raddoppiano secondo il calendario giuliano e quello gregoriano. Il 31 dicembre si usa aprire la porta per far entrare letteralmente il nuovo anno (viste le temperature non lo considererei un buon inizio).

I nostri cugini spagnoli, invece, ogni anno si preparano alla loro sfida personale: riuscire a mangiare 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte. Sintonizzati sull’orologio de Puerta del Sol, ad ogni suo rintocco un acino (che consiglio di acquistare già senza vinaccioli) per assicurarsi abbondanza di cibo per i futuri dodici mesi.

Quale uso, quale folle gesto scaramantico allora importerete nel vostro cenone sfidando l’anno “bisesto”?

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