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C’era una volta sulle piste da sci

C’era una volta sulle piste da sci

Piste da sci come di una volta

I cambiamenti sulle piste sono stati radicali tanto che gli sci di un tempo decorano le parete delle baite di oggi.

Lo sport con gli sci ai piedi è mutato profondamente e anche il clima, tanto che la neve si fa attendere e non sembra nemmeno più l’ingrediente principale. Sciare, infatti, è diventato quasi uno stile di vita, che prevede soggiorni nelle località di tendenza, sfilate con gli accessori di ultimissima moda, pranzi (di Natale) nelle baite e pomeriggi nelle Spa. Il peeling in vista del sole della montagna, la presciistica nella palestra cittadina, gli sci carving sono questioni inimmaginabili solo qualche decennio fa, quando gli sci dritti, lunghi, pesanti e rigorosamente di legno richiedevano concentrazione e sforzo fisico che noi delle nuove generazioni non immaginiamo neppure.

Un weekend sugli scii iniziava con la sosta per montare le catene da neve: le gomme invernali non solo non erano obbligatorie ma non circolavano proprio. Il passo succesivo era l’apertura della casa che consisteva in primo luogo nell’accensione dei caloriferi. In attesa della loro efficacia, ci si scaldava di fronte al camino con una cioccolata. Abitudini ben lontane dalla reception di hotel di lusso e dai comfort delle stanze di questi. Ammettiamo che però ora, alla faccia delle tradizioni, non ci va così male.

Per affrontare le rigide temperature (prima del buco dell’ozono e del surriscaldamento globale) esisteva solo ed esclusivamente la lana, calzamaglie alla Robin Hood per entrambi i sessi e un bicchiere di vino di quando in quando. Le innovative fibre sintetiche, tra cui dal 1979 il pile (che insieme al gambaletto si contende il primo premio per il capo più sexy), sono un lusso che ai tempi non avevano proprio, così come le giacche e i guanti in Gorotex impermeabile ma traspirante, un ossimoro che solo il futuro poteva concretizzare.

Le piste erano frequentate solo da sciisti, ciò significa che non vi erano snowboard, mini sci, wedze. Non esistevano i parchi e i salti per i più acrobatici. Il casco non si portava nemmeno in moto, figuriamoci sulle piste (forse l’evoluzione più importante e saggia).

Il silenzio regnava, interrotto solo dal caratteristico suono delle lamine che si infrangevano sulla neve lasciando per qualche secondo traccia del passaggio dello sciatore. Non esistevano “chiringuitos” dove fare tappa per bere una birra sotto casse di dimensioni degne di locali notturni. Vigeva il rispetto per la natura incontaminata e per l’atmosfera montana: l’uomo avanzava a piccoli passi con la timidezza e il riguardo dell’ospite.

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

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