Per alcuni è il frutto di una crisi che ha, chi più chi meno, colpito tutti, per molti altri è la voglia di sperimentazione che inesorabile ritorna in ogni creativo.

Mi riferisco alle insolite ‘produzioni culinarie’ dell’architetto giapponese più noto in occidente, Oki Sato (ovvero Studio Nendo), e delle particolari borse/scultura firmate dalla penna dell’architetto italiano per eccellenza, Renzo Piano.

Forse siamo abituati a tutto al punto di non stupirci affatto che uno degli architetti più famosi in tutto il globo disegni piccolissimi cioccolatini. Inarrestabile la sua fame di creare anche dopo gli innumerevoli premi che in pochissimi anni ha collezionato: la Medaglia d’oro alla Koizumi International Lighting Design, vinta quando era ancora uno studente. A seguire, Good Design Award, German Design Award, Elle Deco International Design Award, oltre ad essere nominato Designer of the Year dalla rivista inglese Wallpaper nel 2012 e da Maison & Objet nel 2015.

L’idea è quella di giocare su uno degli aspetti meno esplorati del cioccolato: la consistenza. Ha quindi ideato una gustosa collezione di nove pezzi (che è un peccato mangiare!) contenuti nella scatola a edizione limitata. Ognuno di essi possiede un’architettura unica, sono delle piccolissime sculture di cioccolato, grandi solo pochi centimetri, che sembrano miniature di edifici contemporanei. Il cioccolato è lo stesso, cambia soltanto la consistenza, appunto, che riesce magicamente a conferirgli sapori sempre diversi, pur essendo fatti della stessa identica e dolcissima materia prima. E così, nascono questi sorprendenti dolcetti “tubu-tubu”, “zara-zara”, “goro-goro”, ma non è la prima volta che lo studio Nendo si lancia nella progettazione di inusuali forme di cibo: un paio d’anni fa hanno ideato dei simpatici tubicini fatti di cioccolato e contenenti sciroppo al posto del colore e prima di questi hanno creato dei cioccolatini-matita con tanto di temperino al cioccolato bianco. Di una eleganza che stupisce ed emoziona.

Di conseguenza non può affatto stupire il grande Renzo Piano che progetta una borsa che sembra un edificio, la Whitney Bag, ispirata alle linee di costruzione del Whitney Museum Of American Art di New York progettato proprio dal gruppo di lavoro dell’architetto italiano.

È proprio il caso di dire ‘architettura da passeggio’.