A “scuola” di giornalismo tra lavoro d’inchiesta, divulgazione scientifica e partecipazione: l’importanza dei maestri

Una cerimonia a Ferrara che ha richiamato il senso più alto dei valori che legano ricerca,  divulgazione scientifica ed informazione. La regia della giornata, reca la firma dell’Associazione Stampa Ferrara, che  ha conferito il Premio Stampa 2015, al prof. Bruno Dallapiccola, genetista di fama internazionale, laureatosi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo estense, membro del Consiglio Superiore di Sanità e autore di quasi 800 pubblicazioni su riviste specializzate. “Uno scienziato che ha dato lustro al territorio Ferrarese” recita  la motivazione al premio,  letta dal presidente di Asso stampa Ferrara Riccardo Forni.

Le malattie rare sono una priorità di sanità pubblica, ed  un problema di dimensioni sociali

Così ha esordito il prof Dallapiccola nella lectio magistralis intitolata “Perché parlare di malattie rare”. Le malattie considerate  “rare” sono oltre 7000 e a tutt’oggi molti malati sono definiti “orfani” di diagnosi in quanto non conoscono  nemmeno il  nome della propria patologia. Ritardi nella diagnosi ed errori diagnostici costituiscono i principali ostacoli al trattamento della malattie rare, tanto è vero –ha proseguito Dallapiccola- che il 40% dei pazienti riceve diagnosi errate e nel 25% dei casi può rendersi necessario attendere un tempo compreso tra i  5 ed i 30 anni per una diagnosi corretta. Italia e Francia sono i paesi che hanno maggiormente concentrato gli sforzi e i fondi a favore della  ricerca. In Europa si effettuano circa 6000 ricerche  all’anno e l’Italia guadagna un quarto posto sul podio dei paesi “virtuosi” con 105 progetti di ricerca  e  196 presidi di diagnosi e presa in carico. La ricerca nel campo delle malattie rare funziona da traino  anche per la ricerca delle malattie comuni, ha spiegato il Prof Dallapiccola, che   ha acceso i riflettori anche sulle  barriere che ostacolano  progresso e cura:  la disuguaglianza tra regioni; la scarsa disponibilità di linee guida; l’ insufficiente  preparazione da parte dei medici  ed i  ritardi della politica nel recepire i bisogni.  A consegnare il premio allo scienziato Ferrarese, l’on Dario Franceschini  Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo;  con l’omaggio della città alla presenza del Sindaco Tiziano Tagliani.

Bruna Dallapiccola  Genetista

La cerimonia è stata occasione per accendere i riflettori sul legame tra informazione e divulgazione scientifica, ma anche per una riflessione su responsabilità e sfide del giornalismo alla luce della rivoluzione digitale. La stampa oggi ha un compito difficile -ha esordito l’onorevole Franceschini- perché coniugare l’esigenza di velocità con la verifica delle fonti per la ricerca della verità richiede tempo ed attenzione.

Dario Franceschini Ministro  dei Beni e delle attività culturali e del turismo

La giornata è stata l’occasione per un momento di formazione per la stampa. Toccante il richiamo dell’ex direttore de La Nuova Ferrara,  Enrico Pirondini al compito del giornalista che deve ricercare la verità, con umiltà e nel rispetto del lettore. “Un buon giornalista deve essere indifferente ad ogni forma di potere, ma è al servizio della verità”.  Un richiamo al ruolo di responsabilità ricoperto dalla categoria e alla necessità di un costante aggiornamento –infine- nelle parole del presidente della commissione cultura dell’Ordine nazionale dei Giornalisti Alberto Lazzarini.

Quando il giornalismo d’inchiesta fa scuola

La novità di quest’anno è stata  il premio Il Giornalista dell’Anno, istituito  per la prima volta  e consegnato al giornalista  Nicola Bianchi: «per avere contribuito con le sue inchieste su QN- Il Resto del Carlino a fare riaprire le indagini su un caso giudiziario irrisolto, quello  dell’omicidio del gorese Willy Branchi». Un intenso lavoro giornalistico di inchiesta divenuto, poi, anche il libro, “Storia di Willy e di Valeriano Forzati presunto colpevole” scritto a quattro mani col collega Giacomo Battara.

Nicola Bianchi  Giornalista Il Resto del Carlino

Il Premio alla Carriera è andato alla memoria di  Giorgio Resca, storica figura del giornalismo ferrarese, e per anni responsabile de Il Resto del Carlino, scomparso nel 2014. L’assemblea di Assostampa ha ritenuto appropriato manifestare anche un segno d’attenzione per il loro impegno nelle attività della società civile a due figure Ferraresi decedute nel 2015: il primo è Alfio Ghedini, storico dirigente socialista ; infine l’emozione della dedica  alla memoria di  Gibì Fabbri, mancato lo scorso Giugno, indimenticato allenatore calcistico della Spal, scopritore di Paolo Rossi.  I tre premi sono stati ritirati da tre orgogliose ed emozionate figlie “d’autore”: Giulia Resca, Camilla Ghedini ed Elena Fabbri.