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Menopausa: i colori dell’autunno

Menopausa: i colori dell’autunno

22 febbraio 2016Menopausa

Un tema di grande rilevanza nell’universo femminile è  il disagio psicologico della donna all’arrivo della menopausa: il sentirsi invisibile e non più “utile”.  Gli alleati per affrontare questo momenti ed uscirne “In bellezza” esistono. Scopriamoli in questo articolo

Il mio lavoro non è fare lo psicologo, altri meglio e più professionalmente di me possono intervenire su questi aspetti. Verso i 50 anni ,prima il diradamento e poi la fine del ciclo mestruale segna l’arrivo della menopausa. Gli ormoni che hanno segnato la vita della donna dall’adolescenza, vengono prodotti sempre meno. Come anni prima modificazioni fisiche , psicologiche ed emotive si erano manifestate per poi assestarsi nel pieno dell’età fertile ,si ripercorre il cammino inverso per arrivare alla maturità ma soprattutto alla non fertilità. Questo non significa assolutamente, come qualcuno può pensare, la perdita  della femminilità.

Quando verrà quel nostro autunno con l’inverno che ha in seno, riserviamo un pensiero, non già per la futura primavera, che è di altri ,  né all’estate, di cui noi siamo morti, ma per quello che resta di quel che passa : il giallo attuale che le foglie vivono e le rendono diverse. (Fernando Pessoa)

A questo proposito suggerisco alle lettrici interessate di leggere l’ilare libro di E.L. Leonelli “Il Miracolo di Santa Rosalia” ed. Baldini Castaldi Dalai. Vi bastino le parole dell’autrice che lamentando di non essere più guardata come torta appetitosa ricerca il proprio fascino su altri fronti senza disdegnare “il sesso da godere”, per capire lo spirito del libro.

Solo in una piccola parte dei casi i disturbi che sopraggiungono determinano l’intervento del medico, spesso sono le logiche ed accettabili conseguente di quanto detto prima. Possiamo riscontrare disturbi urologici e ginecologici ( cistite, leucorrea,incontinenza urinaria), disturbi vasomotori  (cefalee, emorroidi ,ipertensione, palpitazioni,sudorazione,vampate di calore varici) disturbi osteoarticolari ( artrosi, dolori, osteoporosi) disturbi psico-comportamentali (ansia, apatia, depressione, frigidità, gelosia, insonnia, alterazioni dell’umore) per finire disturbi generali (affaticamento, perdita di memoria e concentrazione, sovrappeso, secchezza cutanea) …..insomma riportati così freddamente questi problemi è difficile rileggere la poesia della prefazione senza che una lacrima di malinconia e tristezza solchi le gote delle signore che si identificano in questo momento.

E non è nemmeno nel ricordare come negli ultimi anni siano emersi i rischi della terapia sostitutiva, non compensati dai benefici,per rincuorare gli animi. Eppure è proprio rileggendo Pessoa in un’ottica “naturale” che possiamo pensare di camminare in questo viale autunnale, con i suoi colori, i suoi odori, i suoi pregi. Non è nella voglia di eliminare i sintomi che si ritrova un giusto equilibrio e soprattutto una maggior auto-stima, bensì far rientrare i disturbi come logiche reattività fisiologiche vissute ed accettate e non subite. E se guardiamo la natura come specchio di noi stessi nella natura possiamo trovare le soluzioni.

L’introduzione di isoflavonoidi di soia  possono sostituire egregiamente grazie ai fitoestrogeni la terapia ormonale sintetica senza averne i rischi, offrendone i benefici : ritrovare quel giusto tasso ormonale che consente non tanto di eliminare i disturbi ma perlomeno renderli sopportabili e quindi poter vivere una vita normale. Calcio e Vitamina D3 possono essere indispensabili in un organismo che tende a depauperarsi di calcio e che fisiologicamente tende alla osteoporosi. Nel vasto panorama del naturale da qualche anno sono apparse delle fibre ad azione prebiotica quali l’inulina. La corretta attività della flora batterica intestinale, su la quale agiscono, è essenziale per vari motivi e nel nostro caso non scordiamo che ottimizza l’assorbimento stesso degli isoflavonoidi descritti.

I prodotti offerti in bustine solubili , necessari se si vogliono raggiungere dosaggi ottimali, hanno anche il vantaggio di “obbligare” a bere l’acqua necessaria per una giusta integrazione , ma anche a rendere meno malattia ciò che malattia non è: la compressa ingerita frettolosamente medicalizza il gesto e dà false aspettative di risultati immediati. La scoperta della lentezza e della conquista giorno dopo giorno di un equilibrio solo apparentemente perso è l’obiettivo da perseguire.

Da parte mia posso , a prescindere da tutti i consigli medici,  soprattutto augurare alla lettrice di trovare , come nelle dolcissime parole di Mia Martini, qualcuno nell’universo , che non cambierà, che sarà sempre sincero, e che l’amerà davvero, di più, di più, di più. Almeno lui nell’universo: è la migliore medicina!

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