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Non sono una signorina

Non sono una signorina

Non sono una signorina

Vista l’approvazione di “petaloso”, confido nell’intervento anche riguardo al termine “signorina”.

La parola signorina è un retaggio dei tempi antichi (ma neanche così troppo) in cui per rivolgersi a una persona di sesso femminile si faceva distinzione in base al suo stato civile o si alludeva a una sua particolare condizione fisiologica. Come ben spiegato da Giovanni Nencioni

C’era semmai verso le donne l’imbarazzo del bivio signora/signorina, risolvibile col fulmineo adocchiamento del dito nuziale o, in mancanza, con una intuizione aleatoria, al rischio, assai maggiore che non oggi, di rettifica da parte dell’alloquita…La signora, nel senso di donna maritata, era ben distinta dalla signorina, che nella famiglia occupava un rango inferiore. Oggi la mera distinzione nominale comincia a dar fastidio a molte donne.

Banale dire che i tempi sono cambiati. Ridondante accennare a tematiche sociologiche per cui la comunicazione è una cultura in movimento la società è un sistema di simboli condivisi e scambiati attraverso il linguaggio comune all’intera comunità (come affermato nell’interazionismo simbolico di Mead). Superfluo fare riferimento alle statistiche italiane: dal 2008 al 2014 i matrimoni sono diminuiti di circa 57000 unità. Pudico non condividere l’attribuzione di titoli all’avvento del ciclo lunare. Polemico chiedersi perché io sono signorina e il mio ragazzo è signore o addirittura dottore.

Sorge, però, spontanea una domanda: perché continuare ad usare “signorina”, rischiando persino di fare gaffe? Le donne di oggi sono ben lontane dal modello che le vuole realizzate solo ed esclusivamente nel matrimonio, il nullaosta per poter essere chiamate “signore”. Oggigiorno, le ragazze risultano studentesse più preparate e nel mondo del lavoro le donne sono multitasking e più empatiche degli uomini.

Pertanto, non pretendendo l’introduzione del termine “signorino” con questa accezione, a mio avviso, come “una parola entra nel vocabolario se tante persone la usano” così un’altra anacronistica può (deve) cadere in disuso.

Valeria Gelosa

Valeria Gelosa

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