close
Pet-Therapy: e se Sigmund Freud avesse conosciuto “Palla”?

Pet-Therapy: e se Sigmund Freud avesse conosciuto “Palla”?

Palla
Palla
Palla
Palla
Palla
Palla

Quando gli animali ci aiutano a guarire, ritrovare il sorriso, ad avere pensieri e progetti positivi 

Non tutti lo sanno,  ma esistono numerosi scatti che ritraggono  Sigmund Freud- fondatore della psicoanalisi-   nel suo studio con l’inseparabile Jofi, il suo Chow Chow femmina. Freud considerava imprescindibile la presenza della sua cagnolina durante le sedute di psicanalisi, perché riscontrava l’effetto rassicurante che l’animale aveva  per i pazienti.
Jofi era così abituata a seguire le sedute del celebre neurologo austriaco  che con il tempo imparò a calcolare la durata di ogni incontro. Quando si alzava in piedi, Freud sapeva che il tempo della seduta era finito. Con il termine pet therapy oggi s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale. Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. Certamente un animale, come un cane, può muovere significative energie emotive ed affettive riuscendo ad entrare in particolare empatia con persone sofferenti, con gli anziani, con i più piccoli. Esistono oggi casi di successo negli studi che prevedono la presenza dei cani in corsie e reparti d’ospedale come la rianimazione, oppure nei centri di recupero per persone che abusano di sostanze, come anche nelle scuole e nei centri di riabilitazione. Storie di successo che incrementano i momenti di svago e socializzazione anche nei luoghi di cura e capaci di produrre un  miglioramento del tono dell’umore e del benessere; dell’attenzione e della comunicazione, verbale e non, fino a importanti risultati nell’incremento delle prestazioni cognitive e relazionali dei ricoverati. Oggi i cani sono più che mai presenti anche nella vita social delle persone, ed uno straordinario esempio dell’incredibile empatia che da sempre lega il cane all’uomo emerge in questi giorni proprio dal web, con la storia di una cagnolina che in breve tempo ha conquistato il popolo di Facebook . Palla è una cagnolina giunta in gravissime condizioni alla clinica veterinaria Duemari di Oristano. L’animale era vittima di  una gravissima ferita al collo causata da un laccio in nylon. Il cappio aveva cagionato una grave patologia vascolare gonfiando  a dismisura  il volto dell’animale e  mettendone a rischio la vita. Dopo le cure prestate dalla  dottoressa Monica Pais e dal suo staff veterinario, Palla è guarita divenendo il cane più social del pianeta. La rete si è mobilitata per seguirne le sorti. 300.000 followers hanno provocato un’onda di solidarietà travolgente che ha portato alla costituzione di una Onlus “Effetto Palla” appunto;  che consentirà di allargare a tutta Italia una rete di assistenza veterinaria per realizzare  interventi di recupero e cura di tutti gli animali abbandonati che non appartengono a nessuno. “Nella nostra attività ad Oristano, negli ultimi 3 anni, abbiamo salvato e dato  in adozione centinaia di  animali arrivati in condizioni disperate”-  ha spiegato Monica Pais  – Aiuteremo gli animali di nessuno a guarire e a far guarire altri esseri viventi come tutti gli uomini e le donne che collaboreranno a questo progetto”. Cosa ci dobbiamo ancora aspettare da questa straordinaria cagnolina? La domanda sorge spontanea “ e se Palla potesse parlare ed esprimere il proprio punto di vista su questioni umanitarie e violazione dei diritti? E ancora “E se Palla Avesse incontrato Sigmund Freud????” Non ci resta che seguire con grande curiosità l’onda che questo cucciolo di pitbull ha propagato in rete,  anche perché ora  è attesissima a Milano. Palla sarà la testimonial di Advantix Running, la  corsa di solidarietà a 6 zampe che si terrà a Parco Novegro il 12 Giugno alle 17.00.

Un cane può trovare, perfino nel più inutile di un uomo, qualcosa in cui credere. E.V.Lucas

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta
Foto di gruppo con Diana Bracco

“Un’expo di multiculturalità” nel villaggio del dialogo tra culture diverse

Il Venerdì 13 nella storia