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Cannabis terapeutica nella terapia del dolore

Cannabis terapeutica nella terapia del dolore

Alla Clinica Cimarosa di Milano un team specialistico per la cura del dolore cronico a base di farmaci cannabinoidi

In questo momento tutti i riflettori sono puntati sulla proposta di legge per la liberalizzazione della cannabis, ma non tutti sanno che in Italia è già legale prescriverla ad uso terapeutico, per curare il dolore cronico. In Italia sono circa 12 milioni le persone che soffrono di dolore cronico, con punte tra gli over 65 e una presenza più rilevante tra le donne. “Usare la cannabis a scopo terapeutico è molto diverso dal consumo a cui siamo abituati. Non si fuma, per esempio, ma viene somministrata o attraverso un infuso o come gocce assunte per bocca” ha affermato il Dottor Poli, uno dei principali esperti di terapia del dolore e pioniere nell’uso della cannabis a scopo terapeutico. A Milano opera alla Clinica Cimarosa, l’unico centro in città a disporre di un team di cura del dolore cronico su base di farmaci cannabinoidi. “Non bisogna confondere la cannabis “da strada”, usata a scopo ludico, da quella terapeutica. Quest’ultima è un farmaco a tutti gli effetti, molto meno pericoloso di altri farmaci usati per combattere il dolore, come per esempio gli oppioidi.

Il principio attivo responsabile degli effetti collaterali tipici del fumo ludico è il THC (delta 9-tetraidrocannabinolo) che nella cannabis usata a scopo terapeutico è presente in percentuale strettamente controllata. È un farmaco sicuro, con pochissimi effetti collaterali, di rara incidenza” ha specificato Poli.

La cannabis terapeutica presenta notevoli vantaggi ed effetti benefici, confermati dagli studi della SIRCA, La Società Italiana Ricerca Cannabis di cui il Dottor Poli è Presidente. Ha un effetto positivo sul dolore (agisce soprattutto sulla cefalea e la fibromialgia),  migliora la qualità del sonno, favorisce l’appetito, diminuisce le spasticità. Le infiorescenze, prodotte in Olanda, derivano da piante con profilo genetico stabile per cui forniscono un prodotto con un contenuto di principio attivo costante. Dalla fine di agosto sarà disponibile sul anche la produzione italiana dell’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Da anni con la SIRCA stiamo studiando le patologie sulle quali la cannabis è più efficace. Noi usiamo quattro tipologie di cannabis, su 350 esistenti, con percentuali differenti dei due principi attivi primari (il già citato THC e il CBD, cannabidiolo) e, dopo avere valutato l’età del paziente, la sua patologia, la sua storia clinica, prescriviamo il tipo più adatto – ha concluso Poli.

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Luca Celeghin

Luca Celeghin

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