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Sogno un nuovo finale per ….Notre Dame de Paris!

Sogno un nuovo finale per ….Notre Dame de Paris!

Notre dame de Paris

Successo di pubblico per la prima a Parma di Notre Dame de Paris  in scena, fino al 10 Luglio in Piazza della Pilotta.

E’ una storia che ha per luogo Parigi, nell’anno del Signore 1482. E noi, gli artisti senza nome, la faremo rivivere, da oggi all’avvenire.

E’ la quarta volta che assisto a  Notre dame de Paris. E ogni volta l’opera cresce in spettacolarità.  Se l’ambientazione ha le tinte cupe della gotica cattedrale parigina, le emozioni che esplodono attorno al palco hanno un sapore  barocco, ove ogni sfumatura vale assai più delle rigide categorizzazioni.  L’ultimo respiro, emanato da  Quasimodo soffocato sul corpo esanime di Esmeralda, si fa lirica e atmosfera romantica al tempo stesso.

Notre Dame de Paris è un’opera travolgente, fuoriuscita dalla penna di un giovane  Victor Hugo nel 1831;  la cui attualità è da togliere il fiato, e  la cui trama rivive in scena  grazie ad un cast  di artisti stellare. Complici sono  l’arrangiamento musicale firmato da  Riccardo Cocciante; l’incontenibile  corpo di ballo ed i movimenti di scena che tengono lo spettatore con gli occhi incollati al palco in una trama di passioni, tradimenti, amori, amicizia, gelosia, vendetta e odio.

Dopo quasi 1000 repliche, Notre-Dame de Paris, oggi è un’opera dal successo internazionale. Il cast è quello originale del debutto: Lola Ponce è Esmeralda; Giò di Tonno è Quasimodo, Graziano Galatone è Febo, Vittorio Matteucci è Frollo, Leonardo di Minno è Clopin, Matteo Setti è Gringoire e Tania Tuccinardi è Fiordaliso.

Esmeralda è metafora di purezza,  eroina che sacrifica sé stessa sull’altare della coerenza, pur di non cedere alle lusinghe del potere e –  innamorandosi  dell’uomo sbagliato (quante volte deve ancora succedere?)- non riesce a vedere l’immoralità del capitano della guardia Febo, che vive per compiacere sé stesso ed il suo interesse. Quello dell’arcidiacono Frollo, per Esmeralda, è un amore malato e perverso ( e non è attuale questo?) che si nutre  di bramosia di potere e sopraffazione, divorando le parti buone, perché in Notre Dame nessuno si salva. La lotta tra bene e male domina l’intreccio narrativo. Solo Quasimodo, maltrattato dai suoi stessi genitori e reietto dagli uomini a causa della deformità fisica,  è l’antieroe per antonomasia, capace di provare sentimenti autentici di amore, solidarietà, pietà. Ma nemmeno Quasimodo  sopravvive alla morte di Esmeralda.

Sarà per questo che le strutture decorative, i Gargoyles di pietra- creature bestiali simili ai draghi o leoni – incutono tanto timore? Sembrano staccarsi dall’architettura per  divenire i carnefici di Esmeralda e Quasimodo. È attraverso l’altezza del  punto di osservazione dei Gargoyles , che Victor Hugo mette a fuoco la realtà degli strati più bassi della popolazione ove si consumano soprusi, violenze, e ingiustizie; il luogo ove strisciano biechi  istinti umani che provocano  correnti di odio capaci di travolgere ogni cosa.

Il  sentimento nemico  chiamato dolore proviene sempre da un’ azione  violenta che offende, svilisce, denigra.

E sul finale lo spettatore invoca un’inversione di copione, ove Febo afferra la spada e la brandisce contro  soprusi e  malvagità. Ove Esmeralda è libera di accennare  un passo di danza per Quasimodo, mentre viene incendiato il patibolo.  E smette di scorrere sangue innocente.

Sogno un finale che  Victor Hugo non ha mai scritto.  Ma non è forse  lecito chiedere all’arte di rappresentare  il sublime della vita?  E allora  sogno un nuovo finale per Notre Dame de Paris:  scintillante, musicale, fecondo e impaziente di dare ancora. Perché l’arte può rendere immortali desiderio,  altruismo e  generosità.

Lunedi’ 18 Luglio alle 22.30 su Sky, canale 810 Ora Tv Living, “Lifeness, tutto il bello della” vita trasmetterà l’intervista  all’artista Graziano Galatone -che interpreta Febo nell’opera Notre Dame de Paris.

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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