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STREET FOOD

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22 agosto 2016street-food

IL TOP DELLA CUCINA: IL MADE IN ITALY

E’ solo viaggiando che ci si rende conto  di quanto la nostra Bella Italia, sia una penisola felice. Nonostante le troppe tasse. L’Italia è un gran bel paese.

Sono i panorami, la storia, la moda, i costumi, ma soprattutto la cucina, che ci hanno resi grandi nel mondo.

La nostra cucina si è sviluppata attraverso secoli di cambiamenti politici e sociali, con radici che risalgono al IV secolo a.C. La cucina italiana è stata influenzata dall’antica Grecia, dall’antica Roma, dai bizantini, da quella ebraica, araba e normanna. Dall’America, dal Nuovo Mondo ci furono ingredienti nuovi come le patate, i pomodori, i peperoni e il mais. Da noi introdotti solo nel XVIII secolo. Fu poi la nostra creatività a rendere questi ingredienti ancora più duttili. La nostra cucina si distingue per regioni, per i sapori e per gli intingoli.

La rete televisiva CNN che si vede in tutto il mondo, la colloca al primo posto tra le cucine più apprezzate a livello globale. Ed io sono perfettamente d’accordo. I cuochi italiani sono ricercati in tutto il mondo. Il formaggio ed il vino costituiscono la parte più importante della nostra cucina, con molte variazioni e una tutela legale specifica, la Denominazione di origine controllata (DOC). Ogni anno Confagricoltura stila report sulle nostre esportazioni. Essendo lombarda mi pregio di dire che Confagricoltura Lombardia sviluppa un giornale molto attento e il settore primario da importanti soddisfazioni alla nostra economia, anche all’estero. Infatti molti giovani studiano , mai come in questi anni , Agraria, all’Università, con il desiderio di recuperare dalla terra le risorse e lo sviluppo di attività. Così anche gli italiani che cercano fortuna all’estero si impiegano in attività produttive portando la propria storia e la propria attività all’estero. Molti si sono distinti. I prodotti caseari come la mozzarella, il parmigiano , l’olio, il vino, il caffè “ espresso” ,  la pasta, la pizza sono prodotti riconosciuti come italiani e sono il nostro fiore all’occhiello.

Oramai anche dall’altra parte del mondo si trovano prodotti tipici del Mediterraneo. La semplicità è l’elemento più apprezzato. Soprattutto per gli italiani all’estero . Spesso , in particolar modo nei paesi anglosassoni, si pensa che un prodotto per essere buono debba essere ricco di ingredienti. Per questo il piatto unico, con mischiato il primo e il secondo, con chissà quale salsa è un ‘abitudine radicata.

All’estero i primi semplici vengono evitati da chi non è italiano. Non manca mai la pasta con il ragù (fatto con le più diverse carni e verdure) le lasagne al forno (con preparati che non sempre assomigliano alla besciamella) o la pizza (con un impasto che non ricorda il nostro), ed è un peccato doversi accontentare. Aggiungono sempre, “caricano” sempre, cercando di dare un menù più ricco, a discapito magari del vero sapore.

Quest’estate ho fatto un giro strepitoso dalla Polinesia , all’America.

Sono andata in giro per Los Angeles  e dopo aver provato varie specialità italiane, fatte da improbabili chef di più nazionalità, sono finalmente capitata in un ristorante elegante Cecconi’s che ha promesso e mantenuto lo stile italiano. Grazie all’incontro con lo chef bergamasco Samuele Pricoco, ho potuto assaggiare dei garganelli al ragù strepitosi con parmigiano reggiano. Burrata con pomodori, vitello tonnato come piace a me con una maionese strepitosa, la ricotta con il tartufo. Il polipo con le verdure e una signora pizza  che mi pareva di essere a Posillipo. Entusiasta di Samuele e dei suoi dolci , perché anche il tiramisù e la pasta frolla dove dentro era caduta la crema chantilly e la frutta, mi ha fatto molto piacere. Ero contenta che un giovane ce l’avesse fatta e che portasse il nome dell’Italia nel mondo. Così la sera dopo, in Santa Monica Blvd West Hollywood pensando di aver già avuto prova del gusto, ho incontrato un altro chef super italiano con una storia di vita toccante con un accento un po’ siciliano e un po’ barese: Vito Iacopelli . Vito ha aperto una pizzeria , dove anche  i divi di Hollywood da Di Caprio a Stallone, sono disposti a fare la fila, pur di mangiare la vera PIZZA ITALIANA!!! La sua pizzeria si chiama PROVA. Una sfida nel nome, perché l’italiano deve sapersi distinguere e provare per credere. Nonostante le difficoltà il trentenne Vito ,  parte con la sua fidanzata alla ricerca di fortuna , del sogno americano. The Art of Pizza. “ Sapevo fare la pizza. La mia famiglia mi ha insegnato a lavorare, ad avere dei valori, a darmi da fare anche quando non ce la fai più. L’amore di mia madre che lavora con noi, dei miei fratelli , mi hanno dato coraggio e sono arrivato senza un soldo, ma con la buona volontà e ce l’ho messa tutta” . E’ lui che si racconta ed è un piacere ascoltarlo. Con i suoi occhi vivaci ed intensi, ci racconta di sé. Di come un italiano se ha un sogno deve perseguirlo. Un ragazzo leale, un giovane che ha vinto ed è salito sul podio a Las Vegas per il Campionato internazionale di pizza. E si è fatto onore. La pizza deve essere fatta con i nostri prodotti. Il pomodoro è italiano. La mozzarella pure. La semplicità del nostro stile lo ha premiato , l’amore della sua famiglia, la voglia di avere soddisfazioni, la capacità di superare le difficoltà, di darsi da fare con le proprie mani. Presto aprirà anche a Long Beach, dando lavoro ad altri italiani o a chi ha volontà e forza di lavorare . Vito è un incentivo per chi ha voglia di fare.

Certe storie commuovono e trovare dei Vito, dei Samuele, mi ha fatto provare orgoglio della nostra cucina e di essere italiana. Forza ragazzi!!!

Susanna Messaggio

Susanna Messaggio

Editor in chief, Beyond PR

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