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EccezionALEX!!!!!!!

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Il perchè delle Paraolimpiadi….non è un opinione

8 medaglie azzurre, 12 d’argento e 8 medaglie di bronzo. È questo il bottino azzurro delle Olimpiadi di Rio 2016 appena concluse. Le olimpiadi sono come i mondiali : riescono a tenere incollati al video un’intera nazione che cancella differenze e distanze sotto un’unica fascia tricolore. E tutto questo ha qualcosa di incredibile.  Quando si seguono  gli atleti Italiani a Rio,  non si è  mai capaci di farlo con distacco: quest’estate ho contato le bracciate di Federica Pellegrini con il cuore in gola.  Le olimpiadi sono magiche, perché fa stare male a pensare a quanta fatica, allenamento, sacrifici, aspettative  si giochino in una manciata  secondi …. qualche minuto.

Ma se le Olimpiadi hanno un posto speciale, c’è uno spettacolo ancora più forte che va in scena in questi giorni, una specie di lezione di vita senza frasi ad effetto, o telecronache edulcorate, perché le copertine sono tutt’altro che patinate: il teatro delle Paraolimpiadi di Rio 2016.

Perché se un atleta con una medaglia d’oro in mano è sempre un’immagine avvincente, ci sono “icone” che arrivano direttamente alle coscienze, scuotendole come un frullato d’estate: gli atleti non vedenti che  giocano a calcio,  quelli amputati che corrono sulle piste di atletica o per le strade della maratona, o le persone para o tetraplegiche che lanciano le loro carrozzine sui campi da basket o da rugby. Disabilità? Ma nemmeno per idea.

“ Quando mi sono svegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non quella che era andata persa. Alex Zanardi”

Si perchè guardare Alex Zanardi agguantare un altro oro sulla sua handbike, fa sentire un moscerino nella valle dei Ciclopi. Un giorno – 15 anni fa- il destino ha messo uno stop alle gare dell’ex pilota. “Non ci sono più le gambe” gli è stato detto al suo risveglio dopo il coma. E lui che fa? Le sostituisce con le braccia, con l’intelligenza e la caparbietà. Non finisce finchè non è finita dicono i saggi. E lui ne è prova evidente. Ma poi penso che a 50 anni non basta la forma fisica: serve disciplina, allenamento, ed una forza mentale che viene da dentro.

Ci sono tanti nomi che meritano attenzione -in questi giorni -oltre a quello di Alex Zanardi, Vittorio Podestà, Luca Mazzone, Assunta Legnante, Francesco Bocciardo e Beatrice “Bebe” Vio e tutti gli altri atleti in gara , perché loro sono “GIGANTI”.

E’ una bella lezione di vita fatta di  4.300 atleti di 175 nazioni che gareggiano  in 23 sport negli stessi impianti che già hanno ospitato i Giochi paralleli. Il tripudio delle abilità, del coraggio, della grinta, un’onda d’urto che si propaga e riesce ad arrivare “oltre” il senso del limite.

“Non sai mai quanto sei forte, finchè esser forte è l’unica scelta che hai”.

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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