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Empatia: la medicina del futuro

Empatia: la medicina del futuro

 In Danimarca l’empatia viene insegnata nelle scuole obbligatoriamente un’ora alla settimana, dai 6 ai 16 anni. 

L’empatia  è la capacità di porsi nella situazione di un’altra persona, immedesimandosi  nello stato d’animo dell’altro, “mettendosi nei suoi panni”. E’ un’abilità cruciale tra le persone, tanto nelle relazioni affettive che nei rapporti professionali in quanto consente  di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro. Una persona empatica è una persona comune ma con una capacità di percezione e sensibilità maggiore della media. I ricercatori già dagli anni ’90 hanno messo in relazione l’empatia con l’intelligenza emozionale: gli empatici hanno la capacità di ascoltare le proprie emozioni, quelle delle altre persone e  di esprimere le emozioni in modo produttivo, e di gestirle in modo sano e proattivo.

“Ora una novità arriva dalle scuole danesi:  un’ora alla settimana si insegna l’empatia, per avere adulti più felici.”

Si chiama “Klassens tid”: i bambini imparano ad ascoltare gli altri, ad affrontare  i problemi da tutte le angolazioni ed a maturare un forte spirito di gruppo. Il tutto mentre mangiano una torta fatta con le loro mani.

“In Danimarca l’empatia viene insegnata nelle scuole obbligatoriamente un’ora alla settimana, dai 6 ai 16 anni”.

La domanda sorge spontanea dunque: l’empatia è una caratteristica naturale o una competenza che si può apprendere? I cittadini danesi, dunque, pare non abbiano dubbi: per loro l’empatia è  una competenza di grande importanza e  che può essere appresa e insegnata. I bambini –in classe- sono esortati a parlare tra loro dei problemi individuali o di gruppo.

Se qualcuno ha un problema che non riesce a risolvere da solo (pensiamo agli episodi di bullismo), gli viene data la possibilità di raccogliere la solidarietà degli altri, farsi coraggio attraverso il loro ascolto e imparare giorno dopo giorno l’importanza del rispetto reciproco. Dopo aver ascoltato, i ragazzi trattano il problema sotto ogni angolazione e cercare di trovare una soluzione. Durante la Klassens Tid i bambini mangiano una torta mentre ascoltano gli altri parlare, che hanno preparato loro stessi e questo aumenta l’atmosfera di “famigliarità” nell’aula. L’ora di classe si svolge in Danimarca dal 1870 e negli anni ’90 è stata codificata nel curriculum nazionale.

Uno studio dell’Università del Michigan ha evidenziato come i ragazzi di oggi hanno circa il 40% di empatia in meno rispetto degli universitari degli anni ’80 e ’90, con un considerevole aumento di disturbi mentali e depressione. Alcuni credono che questo dipenda dal fatto che la società sia diventata molto più narcisistica di quanto non lo fosse 30 anni fa. Quando pensiamo alle persone narcisiste, in genere tendiamo a considerarle incapaci di provare empatia, incapaci cioè di immedesimarsi negli altri e di coglierne pensieri e stati d’animo, sensibili solo sulle questioni che le riguardano direttamente.

Questa limitata capacità di riconoscere ciò che gli altri pensano o provano è uno dei fattori che determinano frequenti fallimenti relazionali: ciechi rispetto alle conseguenze che le loro azioni possono avere sugli altri e concentrate sui propri bisogni, le persone narcisiste si comportano spesso in un modo che all’altra persona può apparire spietato. Un deficit di empatia rende difficile prendersi cura degli altri, perché senza empatia l’altro con tutta sua soggettività è “invisibile”.

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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