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LO SCONTRO GENERAZIONALE SUI VIDEOGAME

LO SCONTRO GENERAZIONALE SUI VIDEOGAME

18 ottobre 2016videogames

Ho fatto quel che in termine giornalistico si definisce un: “ Provato per voi” , entrando nella tre giorni della fiera Game week , in un mondo tra il reale e il virtuale, dove non c’erano solo ragazzini, ma anche over-adolescenti o pseudo uomini maturi.

File interminabili per entrare e provare sensazioni prese da emozioni , come in un film. Entrare nel mondo dei computer e sentirti parte. Ho portato con me dei blogger , entusiasti, giovani di varie età e capaci di sapermi descrivere il gusto, le sensazioni visive e le percezioni auditive , fino al processo ineluttabile dei sensi. Il farsi coinvolgere appieno , dove la realtà virtuale si mischiava con la realtà oggettiva. Un mondo nel mondo!!!

Se davanti al gioco Buttlefield c’erano quasi esclusivamente ragazzi di sesso maschile, davanti alla Play Station 4 c’erano maschi e femmine e di tutte le età.

Negli ultimi anni il fenomeno dei videogiochi è diventato imperante e la fiera ne è la conferma. Ampi spazi di divertimento, riproposto in giornate uggiose milanesi, dove il divertimento è assicurato, più che negli “Studios “Americani. Dove ti ritrovi in spiagge caraibiche o in mondi lontani, pur non spostandoti da Milano.

Giocare con la Play Station non è più un gioco che si realizza in solitudine, ma in rete, lo si può portare avanti con i compagni del mondo reale o conosciuti in Internet, proprio per quella funzione. Ormai si possono avere anche amici virtuali , costruiti su un modello ideale. Ci sono giochi che coinvolgono comunità intere virtuali e  che si passano segreti , come la “mania internazionale dei Pokemon”, dove le informazioni dei gruppi possono essere preziose e il prendere decisioni molto velocemente, aiuta i riflessi. Si butta e si cerca “ l’aroma” e si catturano i mostriciattoli, fino a sfidarli in vere palestre e campi virtuali.

Alcuni studiosi ritengono che i videogiochi, al pari degli altri giochi, siano utili per l’apprendimento e per l resilienza, ossia la capacità di superare eventi traumatici o periodi difficili: imparare a perdere quando si gioca aiuta a costruire questa capacità che può poi avere anche una ricaduta positiva nella vita di tutti i giorni.

E’ naturale da genitore, nato in un’era meno tecnologica,che ci si preoccupi  nel vedere i propri figli tanto interessati ad un gioco virtuale e, stando in una stanza per un tempo molto lungo. I ragazzi agiscono spesso con aggressività quando si vieta loro di proseguire un gioco per lungo tempo. A loro sembra un’interferenza e gli interventi per regolamentare il gioco, vengono ignorati. Troppe ore di giochi violenti in effetti agiscono sul cervello stimolando alcune sostanze. Anche se impedire il raggiungimento di un risultato, per il giocatore è seccante. Il non raggiungere il “ punteggio social”, può fare la differenza, specie per i più piccoli. Dunque un buon compromesso tra genitore e figli, può essere regolato prima che il tutto inizi.

La ricerca del gioco può rappresentare la distensione , dopo una giornata di studio o lavoro, dopo una responsabilità. E’ senza dubbio un’evasione dalla quotidianità. Può essere uno spazio “ dove recuperare l’autostima”, se si diventa capaci di utilizzarlo al meglio . Un effetto confermante, rivalutando poi la vita reale.

I giochi sono cambiati e una visione aperta del genitore potrebbe anche rivalutare la “ funzione positiva”. La rivalutazione della conoscenza del progresso tecnologico verso i mezzi digitali. Il mondo oggi è cambiato. I ragazzi si incontrano anche sui social, è una realtà da considerare. Ascoltano insieme: musica, film, videoclip, diventano “ You tuber” , capaci di muoversi con azioni concrete verso un progetto, avvalendosi spesso della ricchezza della fantasia o la stimolazione della creatività. Insomma fanno le nostre stesse cose, ma con strumenti diversi. E’ il loro modo di muoversi nella e con la tecnologia che provoca oggi lo scontro generazionale, l’oppositività adolescenziale, le battaglie per la conquista dell’autonomia. In questa società nascono sentimenti nuovi con cui ,noi genitori dobbiamo imparare a convivere, dobbiamo provare a vedere la realtà anche da altri punti di vista. L’importante che non mettano a me il visore , chiudendomi in una gabbia, mentre lo squalo in fondo all’oceano, ha voglia di parlare proprio con me. E credetemi, se non mi avessero salvato degli adolescenti, oggi sarei una polpetta virtuale.

 

A breve tutte le novità relative a Playstation 4 per il Natale 2016!

Susanna Messaggio

Susanna Messaggio

Editor in chief, Beyond PR

Due giorni di successo per Bimbinfiera 2016

Conservare e gustare… essiccando!