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L’occhio sul 900 di Henri Cartier-Bresson

L’occhio sul 900 di Henri Cartier-Bresson

Le opere del fotografo Henri Cartier-Bresson in mostra a Monza

Il 20 ottobre 2016 arrivano alla Reggia di Monza le opere fotografiche del maestro francese Henri Bresson in una mostra monografica dal titolo: Henri Cartier-Bresson. Fotografo. Il percorso visivo sarà composto da 140 fotografie, che ripercorreranno la vita e la carriera di uno degli artisti più apprezzati del secolo 900, un innovatore dell’arte fotografica. Bresson è considerato il padre del foto-giornalismo tanto da meritare l’appellativo di “occhio del secolo”, per la quantità di eventi storici di cui le sue fotografie sono state testimoni. Teorico dell’istante decisivo in fotografia, ha anche contribuito a portare la fotografia di stampo surrealista ad un pubblico più ampio.

Nel corso della sua lunga carriera ha attraversato diversi momenti che descrivono la sua opera. Dal 1926 al 1935 fu segnato dalla vicinanza con i surrealisti e dai suoi primi grandi viaggi in Spagna, Italia, Germania, Polonia e Messico; gli anni della Seconda Guerra Mondiale sono caratterizzati da un forte impegno politico nella resistenza francese, senza mai allontanarsi dalla macchina fotografica. Catturato dalle truppe naziste nel 1940, riesce a fuggire dal carcere al terzo tentativo e, al suo rientro, si unirà a un’organizzazione di assistenza ai prigionieri evasi. Nel 1944 è a Parigi, dietro l’obiettivo, per immortalare la liberazione della città.

Nel 1947 fonda l’agenzia fotografica Magnum (divenuta tra le più importanti al mondo) e inizierà una serie di viaggi che lo porteranno a realizzare reportage in tutto il mondo. Per sua stessa ammissione amava i ritratti fotografici e, nella sua carriera, ha immortalato le più importanti personalità in tutti i campi, Truman Capote, Coco Chanel, Mahatma Gandhi, Martin Luther King, Marilyn Monroe, Richard Nixon, Robert Oppenheimer, Ezra Pound, Jean-Paul Sartre.

Dalle sue fotografie si evince la spontaneità e la capacità quasi impressionista di cogliere il momento, come lui stesso afferma:

Fotografare è riconoscere un fatto nello stesso attimo e in una frazione di secondo e organizzare con rigore le forme percepite visivamente che esprimono questo fatto e lo significano. E’ mettere sulla stessa linea di mira la mente, lo sguardo e il cuore

Henri Bresson non sviluppava mai personalmente i propri scatti, non rivedeva le sue inquadrature, perché voleva che lo scatto fosse giudicato secondo quanto fatto nel qui e ora, nella risposta immediata del soggetto.
I suoi scatti hanno sempre colto la contemporaneità delle cose e della vita. Le sue fotografie testimoniano la nitidezza e la precisione della sua percezione e l’ordine delle forme.

La mostra sarà alla Reggia di Monza fino al 26 febbraio 2017. Per maggiori informazioni il sito ufficiale è mostracartierbresson.it

Luca Celeghin

Luca Celeghin

Editor e Young Account

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