close
Celiachia e Gluten Sensitivity

Celiachia e Gluten Sensitivity

La celiachia è un’intolleranza permanente del sistema immunitario ad una sostanza proteica collante, il glutine, presente in diversi cereali.

Nelle persone geneticamente predisposte, l’assunzione anche solo di tracce di glutine provoca una reazione immunitaria a carico dell’intestino. Ne consegue un’infiammazione cronica e la regressione dei villi intestinali, causando l’impossibilità parziale o totale di assorbire nutrienti, con conseguente stato di malnutrizione e carenze nutrizionali.

In Italia circa 1 persona su 100 è affetta da celiachia. Oltre ai 165.000 soggetti diagnosticati, si stimano altre 440.000 persone circa inconsapevoli di soffrire di tale morbo.

Differente è il discorso per la sensibilità al glutine non celiaca, che può apparire improvvisamente ed è molto più diffusa; normalmente i sintomi si presentano qualche ora o giorno dopo l’assunzione di alimenti contenenti glutine, e si tratta di una situazione che, al contrario della celiachia, sembra essere transitoria. Dopo un periodo di eliminazione si procede di volta in volta a reintrodurre il glutine, una o due volte alla settimana, iniziando da cereali che ne contengono un quantitativo minore. Non sempre però questo è possibile, in alcuni casi infatti si attivano degli specifici anticorpi ogni volta che si assume glutine, quindi anche se si è eliminato per un periodo, appena viene reintrodotto ricompaiono tutti i sintomi tipici della gluten sensitivity.

Questa intolleranza è data da una reazione immunitaria a questa proteina che è presente nei cereali, molto diffusi nella nostra dieta, come il frumento e l’orzo. Le difese immunitarie reagiscono nei confronti di questa molecola combattendola e provocando un’infiammazione che interessa soprattutto l’apparato digerente. I sintomi più ricorrenti sono: dolore addominale, gonfiore e diarrea, oltre a stanchezza e ad eruzioni cutanee.

Per evitare tutto ciò, è importante stare attenti alla propria alimentazione, optando per cibi privi di glutine, che dal 2005per legge, devono essere contrassegnati con il sigillo “spiga sbarrata”. L’uso di questo sigillo è soggetto a severi regolamenti e può essere utilizzato solo per prodotti il cui contenuto di glutine sia di massimo 20 milligrammi per chilogrammo; in caso di un contenuto maggiore non possono essere ritenuti idonei.
I prodotti privi di glutine sono oggi largamente disponibili nei negozi di prodotti dietetici, nelle farmacie, nei supermercati. L’assortimento è costituito da prodotti gustosi e di alta qualità, come pane, farina, pasta e biscotti fino ai piatti pronti. E’stato necessario fare tale netta distinzione in quanto la farina di grano, o farina di frumento, è presente in molti prodotti, almeno nel 60% dei prodotti alimentari in vendita nei supermercati.

Ma come mai oggi questa intolleranza colpisce così ad ampio raggio?

La farina di frumento e il grano in generale non hanno più la stessa composizione che presentavano in passato, poiché il grano oggi viene prodotto su larga scala e non può essere considerato salutare, e il glutine in esso contenuto costituisce una sostanza altamente infiammatoria, poiché oggi il grano conterrebbe molto più glutine rispetto a prima, e sarebbe in grado di creare una vera e propria dipendenza nel nostro organismo, con tutte le conseguenze negative ad essa annesse. E’ quindi consigliabile ridurne il consumo, rendendo la nostra alimentazione più varia, provando nuovi alimenti come la farina di riso, mais, miglio e grano saraceno. Anche la quinoa e l’amaranto, in chicchi o in farina, sono senza glutine e possono risultare utili da questo punto di vista.

Il test per l’intolleranza al glutine è molto importante per evitare le complicazioni comportate da questa patologia. La diagnosi precoce è essenziale per fare in modo che l’infiammazione non si cronicizzi e per non incorrere in più gravi problematiche, come l’osteoporosi, l’infertilità, il diabete, l’alopecia, l’artrite reumatoide.

Non dimentichiamo inoltre che l’intolleranza al glutine in gravidanza, se non è diagnosticata, rappresenta un rischio. Il malassorbimento delle sostanze nutritive può provocare delle carenze di calcio, di ferro e di folati, che possono portare a delle malformazioni del nascituro.

Un aiuto alla cicogna? Arriva dal “social freezing”

Ad ogni età il suo BENDESSERE