close
Torino e il magico museo del cinema

Torino e il magico museo del cinema

Ora voi state cercando il segreto ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando, voi non volete saperlo, voi volete essere ingannati! 

Al giorno d’oggi siamo abituati a vedere filmati che scorrono veloci, che raccontano sogni, tragedie o grandi amori.

Dietro allo schermo tuttavia c’è un passato da scoprire, fatto di ombre, suoni e magia. Grazie al prezioso contributo di Maria Adriana Prolo, storica e collezionista, possiamo ancora ammirare molti pezzi rari e preziosi che come mattoni, giocando con la fotografia e con le nostre percezioni, rappresentano le fondamenta della settima arte. Partendo dalla sezione dedicata all’archeologia del cinema è possibile scoprire le prime forme di arte visiva come il teatro delle ombre, seguire un percorso interattivo in cui toccare con mano le primordiali macchine da ripresa ed osservare i rudimenti della moderna fotografia. Ampio spazio viene infatti dedicato alle lanterne magiche capaci di creare l’illusione del movimento con il veloce susseguirsi di immagini, fino ad arrivare ai primi filmati fra cui spicca lo storico treno dei fratelli Lumière, che come da leggenda si sostiene terrorizzò i primi spettatori al punto da farli fuggire dalla sala cinematografica.

Lasciatisi alle spalle la componente storica della visita si giunge alla stupefacente Aula del tempio in cui il visitatore rimane abbagliato, conquistato e stupito dalla luccicante finzione del cinema in un mix ben delineato tra realtà, finzione, fantastico ed assurdo. Si parte dalla ricostruzione minuziosa dell’ottocentesco caffè Torino, set ideale per molti film del ricco repertorio torinese. Si passa poi al mondo di Cabiria, film muto del 1914, diretto da Giovanni Pastore e considerato il più grande kolossal del cinema muto italiano. Da qui inizia un percorso unico nel suo genere che porta il visitatore, aprendo occhi e mente, a curiosare nel laboratorio del cinema sperimentale, tra i diversi generi che lo hanno reso grande, quali storico, horror, assurdo, western, fantascientifico e animazione. Non temete se le luci della ribalta vi abbaglieranno, al centro del tempio potrete infatti concedervi una lunga sosta sulle comode poltrone rosse ed ammirare le proiezioni sui grandi schermi o, guardando un po’ più in su, attendere lo spettacolo di luci e suoni proiettato sulla suggestiva cupola della Mole Antonelliana, maestoso set del museo. Una volta ricaricate le batterie il suggerimento è di procedere verso la cima della sala seguendo il percorso delineato dall’affascinante passerella in legno; al primo piano sarà possibile addentrarsi nel mondo del cinema moderno, sempre in evoluzione che non si ferma e crea ogni anno nuovi divi e dive, in una macchina fatta da tanti cuori e tante menti che lavorano in armonia. Grande messaggio di questo percorso è proprio quello di vedere oltre la pellicola, comprendendo come il cinema sia un lavoro di squadra e che ciò che arriva allo spettatore è solo una facciata superficiale, un mosaico costruito da volti ignoti e sconosciuti che celebrano l’illusione della settima arte.

Al secondo ed ultimo piano della sala è collocata la galleria dei manifesti in cui si possono ammirare le locandine dei film che hanno fatto la storia del cinema ed apprendere che in questo mondo nulla è mai lasciato al caso, ogni particolare, anche il più insignificante è ricercato e studiato, per colpire, attrarre ed emozionare.

Infine, per coloro che amano approfondire la visita nei minimi dettagli, da segnalare lungo l’ultimo tratto del percorso guidato l’esposizione fotografica provvisoria dei lavori del grande e visionario regista americano Gus Van Sant.

Nel complesso quindi un’esperienza unica ed imperdibile testimoniata dal grande numero di visitatori in una giornata ordinaria ed infrasettimanale di ottobre.

Qualche consiglio per il visitatore: sconsigliata l’audio-guida che risulta per lunghi tratti non indispensabile; da evitare inoltre la salita verticale in ascensore verso la cima della Mole Antonelliana, che perde di fascino a causa della forte affluenza e dei lunghi tempi di attesa che ne conseguono.

Il futuro della medicina estetica? Benessere, naturalezza, socialità e sicurezza.

La bellezza del sorriso