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In memoria di un intellettuale “solido”

In memoria di un intellettuale “solido”

10 gennaio 2017

Scomparso a 91 anni  Zygmunt Bauman: il sociologo della società liquida

Un gelido giorno di gennaio se l’è portato via. E’ volato via il filosofo autore della teoria della “modernità liquida”, uno degli intellettuali piu’ dissacranti  e raffinati di questo secolo,  analista ed interprete della società dell’incertezza. Tutto tranne che liquido  il suo pensiero, ora si staglia -come solida e marmorea effige-  nei numerosi saggi e pubblicazioni dedicati alla  civiltà disorientata e frammentata nata dalle ceneri del crollo delle ideologie  nell’avvento dell’era della globalizzazione.

Disconnettersi con un clic resta un gioco, ma costruire comunicazioni e legami “offline” richiede un impegno consistente. ( Z. Bauman)

“I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni” sosteneva il filosofo, mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini. “Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza”.  Il concetto di “modernità liquida” e segmentata è stato uno dei capisaldi del pensiero del filosofo e sociologo polacco, nato a Poznan da genitori ebrei.  Per Bauman la  comunità dell’era global ha assunto in questi ultimi anni  una torsione deforme orientata  al  consumo, di cui individualismo ed edonismo sono espressione “migliore”. Si consuma per sentirsi vivi. Non si sceglie. Il filosofo sosteneva che la civiltà liquida arriva a non desiderare più in un’ampolla anestetizzante di nichilismo priva di senso, scopo, verità ed etica. In anni di studi e ricerche, ha fatto suoi tutti i principali filoni di dibattito della teoria sociale di fine Novecento: dalla storia alla politica, dalla modernità alla postmodernità, dai problemi dell’etica fino a quelli della globalizzazione. Se la  sensibilità è una forma di intelligenza,  Bauman ha provato fino all’ultimo giorno a  spiegarla anche a chi ne era privo. Non è passata inosservata  la convergenza di sensibilità tra Bauman e Papa Bergoglio nel settembre scorso ad Assisi, in occasione dell’incontro interrelgioso e interculturale per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e al quale prese parte Papa Francesco. Anche Bauman aveva  indicato nel dialogo la strada per l’integrazione.

Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati.

Non solo teoria, ma anche applicazione di questa nel suo matrimonio durato 62 anni, fino alla morte della moglie. “È la prospettiva dell’invecchiare ad essere ormai fuori moda, identificata con una diminuzione delle possibilità di scelta e con l’assenza di novità- cos’ Bauman rispondeva se interpellato sul tema matrimonio- non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto dello sforzo e di un lavoro scrupoloso”.

Ed ora che una voce così autorevole se n’è andata  saremo tutti  “cittadini globali più soli”.

Luca Celeghin

Luca Celeghin

Editor e Young Account
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