close
“Merla” bagnata ..Merla fortunata?

“Merla” bagnata ..Merla fortunata?

Quest’anno i giorni della merla non saranno i più gelidi della stagione, ma “umidi” e nella media del periodo

I tre giorni tradizionalmente più freddi dell’inverno? Quest’anno potrebbe non essere così.  Con i giorni, cosiddetti della Merla, l’inverno fa il giro di boa e si appresta ad iniziare l’ultima fase. Eccoli, puntuali come ogni anno, i fatidici Giorni della merla che però quest’anno (a sentire gli esperti) non saranno poi così gelidi.  Resterà si il freddo, pur alzandosi di un minimo le temperature,  ed arriverà la pioggia,  da molti desiderata,  sia per spazzare via i malanni stagionali che  per la carenza di acqua in agricoltura. Tradizione vuole che 29, 30, e 31 Gennaio  (solo 30 e 31 secondo alcuni, addirittura 1 e 2 febbraio per altri) siano i giorni più freddi nell’arco dei 12 mesi. Una convinzione che però non collima con le statistiche metereologiche. Il che lascia pensare che le temperature di un tempo fossero inferiori a quelle attuali o che, comunque, il freddo più pungente fosse concentrato in quel periodo. Anche quest’anno, le previsioni confermano il clima invernale, ma non polare.

A sentire i detti popolari, se i Giorni della Merla sono freddi, la primavera sarà calda. Al contrario, la bella stagione si presenterà in ritardo.

Ma qual è l’origine della tradizione? Una leggenda narra che che Gennaio non avesse 31 giorni bensì  28. Si narra che Gennaio fosse particolarmente scherzoso e un po’ invidioso, in particolar modo con una Merla, molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime. Per questo Gennaio si divertiva a tormentarla; ogni volta infatti che ella usciva in cerca di cibo egli scatenava bufera di neve e vento. Stufa di tutto questo un giorno la Merla andò da Gennaio e gli chiese:” Amico mio potresti durare un po’ di meno?”. Ma Gennaio, orgoglioso come era rispose: ” E no, carissima proprio non posso. Il calendario è quello che è, e a me sono toccati 28 giorni.” A questa risposta la Merla decise di farsi furba e l’anno seguente fece una bella scorta di cibo che infilò nel suo nido così che rimase per tutti i 28 giorni al riparo senza bisogno di uscire. Trascorsi i 28 giorni, la Merla uscì e cominciò a prendere in giro Gennaio: “Eh caro mio, quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno.” Detto ciò Gennaio se la prese così tanto che andò dal fratello Febbraio, che vantava ben 31 giorni, e gli chiese in prestito 3 giorni. Il fratello dubbioso domando: ” Cosa vuoi farne? ” e Gennaio rispose: “Ho da vendicarmi di una Merla impertinente. Stai a vedere”.  E così Gennaio tornò sulla terra e scatenò una tremenda bufera di neve che durò per tutti i 3 giorni. La povera Merla, che era andata in giro a far provviste, per il forte vento non riuscì nemmeno a tornare al suo nido. Trovato il comignolo di un camino, vi si rifugiò in cerca di un po’ di tepore. Trascorsi quei freddissimi 3 giorni uscì dal comignolo sana e salva ma le sue candide penne erano diventate tutte nere a causa del fumo e della fuliggine.

Da allora Gennaio ha sempre 31 giorni e i merli hanno sempre le piume nere.

 

Forse la leggenda della Merla nacque in un’epoca in cui gennaio era molto più freddo di oggi, forse, non disponendo di strumenti e di statistiche la gente, sofferente già per due mesi di freddo, aveva la sensazione che il “cuore” dell’inverno fosse il periodo più freddo. Sta di fatto che, numeri alla mano, oggi non è più così. Per gli appassionati di curiosità statistiche ecco qualche “record”: negli ultimi anni la media più elevata (Merla più calda) si è avuta  nel 1982, con 9.3°C ; la media più bassa (Merla più fredda) nel 2005, con -2.3°C. Nel “famoso” gennaio 1985 delle nevicate abbondanti la “Merla” fu di 3.2°C, quasi nella media. La temperatura più alta dei tre giorni si è registrata il 31 Gennaio 1982 con 19°C. La più bassa il 31 gennaio 1987 e il 29 Gennaio 2005 con -8°C.

Ed ora occhi puntati sul 2 Febbraio, giornata in cui ricorre la “Candelora” e la presentazione di Gesù al tempio, 40 giorni dopo la nascita. Attenzione se sarà maltempo,  perché anche su questa giornata detti e proverbi dei nostri nonni riecheggiano nelle filastrocche della memoria. Quella che mi recitavano sempre la mia nonna e la mia bisnonna  materne faceva più o meno così:

Per la Santa Candelora ca  neva o ca piova dell’inverno semo fora, o sole o solicello  semo appena a mezzo inverno.

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

Raffreddore? Non ti temo più!

SUCCESSO PER LA TAPPA DI LAMEZIA TERME DI COSMOFARMA ON THE ROAD