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ESMERALDA E QUASIMODO NELLE SPIRE DI ANANKE

ESMERALDA E QUASIMODO NELLE SPIRE DI ANANKE

Notre dame de Paris

Notre Dame de Paris il dramma in musica ispirato al romanzo di Victor Hugo  in scena a Milano

E’ la quarta volta che assisto al Musical Notre-Dame de Paris ed ogni volta dimentico di respirare fino a quando non cala il sipario.  Il ritmo in scena  è incalzante. Non ammette distrazioni. E la musica impetuosa arriva come una scossa. E’ una questione di testa e di pancia. Come tutti i capolavori travolge. L’opera portata al successo inizialmente da Luc  Plamondon e Riccardo Cocciante, e successivamente con gli adattamenti Italiani di David Zard e Pasquale Panella è un successo non solo in Francia e in Italia, dove in queste sere sta infiammando Milano con il cast di artisti originale,  ma è stata rappresentata anche in Inghilterra, Svizzera, Russia, China, Giappone, Corea, Canada, e in decine di altri paesi. A ricordarcelo è uno dei “giganti” del cast originale, Graziano Galatone, che ieri sera ha interpretato il ruolo dell’infido Febo nell’ambito della duecentesima rappresentazione dello spettacolo. ” Far parte di questo spettacolo mi riempie di orgoglio, perchè il livello è internazionale– ha spiegato Galatone- e mi dà coraggio e motivazione per andare avanti;  anche perchè purtroppo gli artisti di musical in Italia non sono considerati come i cantanti  di musica pop- conclude Galatone con una punta di amarezza–  nonostante le fatiche fisiche di torurnée che noi sosteniamo cantando ogni sera dal vivo”. 

Ovunque un record di presenze di pubblico senza precedenti. Notre Dame de Paris, è stato cantato in sette diverse lingue e rappresentato in tutto il mondo oltre 4.000 volte. Si conta che oltre 15 milioni di spettatori abbiano assistito al musical. Notre-Dame de Paris è uno dei romanzi a sfondo storico più famosi di Victor Hugo. Pubblicato nel 1831, all’età di 29 anni, fu il primo grande successo dello scrittore francese.  La storia è ambientata nel 1482 in una Parigi furiosa ed  irrazionale. Nonostante la giovane età di Hugo, l’autore non manca di quello spessore e  maturità capaci di cogliere tutte le sfaccettature dell’animo umano. Le passioni torbide, le emozioni  pure e quelle deformi che si intrecciano ad un destino ineluttabile a cui i personaggi non sembrano potersi sottrarre.  Notre Dame de Paris è soprattutto una narrazione storica,  che nel musical di Plamondon e Cocciante si carica di attualità.

La pietra della cattedrale, emblema dell’arte gotica come le sue atmosfere,  è lo scenario in cui si proiettano i grandi temi che appartengono a questo tempo. La corte degli zingari, clandestini erranti che chiedono asilo alla città invadendo l’agorà di Parigi, la violenza che si consuma nel sangue, la mancanza di tolleranza nei confronti di una società diversa, il fanatismo estremo ed il pregiudizio strumentale che seminano annientamento e barbarie.

Il capolavoro di Hugo è un romanzo di amore e morte.

Sulla pietra della cattedrale viene scavata una  parola terribile, ingiusta  lugubre: ANANKE –tradotta significa fatalità, ineluttabilità- e davanti a quella parola lo spettatore perde ogni speranza. Ogni personaggio è imprigionato in una morsa, in una cella. Quasimodo è ingabbiato nella sua deformità e nel dolore di non sentirsi amato, Frollo nell’abito talare che lo svuota di ogni umanità, Febo è schiavo della sua narcisistica immoralità, Fiordaliso è accecata dal fuoco della vendetta per il tradimento subito, Clopin muore senza trovare uno spazio di libertà.  Esmeralda perde la vita a causa dei sentimenti che prova verso un uomo debole, opportunista ed  anaffettivo come Febo.

Anche l’amore può diventare un  cappio che stringe mortalmente la gola.

La purezza di Esmeralda le farà scegliere il patibolo pur di non accondiscendere ai bassi istinti di Frollo, che non potendola avere gode della sua sua morte. Ciò che non si può possedere va violato, depredato,  annientato:  e questo passaggio risveglia  i fantasmi dei  femminicidi di questi tempi.  Il dramma si consuma senza sciogliere  il problema politico della giustizia umana, che spesso infierisce sui deboli (come Esmeralda) o si basa su pregiudizi verso gli emarginati (come Quasimodo) o le minoranze sociali.

Solo l’indole di Gringoire poeta e drammaturgo  elegante e sognatore sembra capace di comprendere la grandezza dell’ amore impossibile e non corrisposto di Quasimodo per la pura Esmeralda. Solo la poesia del narratore errante riesce a trasferire allo spettatore la pena ed il  dolore profondo per i due sventurati. Nell’ultimo atto i cadaveri di Esmeralda e Quasimodo sembrano infine essere “protetti” dallo sguardo dei gargoyles -le strutture decorative costituite da creature bestiali simili ai draghi o leoni sulle torri di Notre-Dame. Unicamente le architetture monumentali sembrano mostrare  pietà per i due sciagurati avvinti in un abbraccio di morte.

 

 

Più umani gli esseri in pietra dei protagonisti della storia.

Notre Dame de Paris resterà in scena al Teatro Linear Ciak di Milano sino a Domenica 19 Marzo.

Per la programmazione completa: http://www.ndpitalia.it/

 

 

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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