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LA BELLA E LA BESTIA, UN FILM DI BILL CONDON

LA BELLA E LA BESTIA, UN FILM DI BILL CONDON

27 marzo 2017film

Non si vive di sola bellezza

Una storia ormai famosa, resa celebre ed immortale dalla Disney nel suo capolavoro di animazione.

Il regista Bill Condon stupisce, non chiaramente in termini di trama, già nota e tutt’altro che originale, ma realizzando un film minuzioso e curato nel minimi dettagli, a partire dalle ricostruzioni ambientali fino all’uso studiato di colori e fotografia, in cui nulla è lasciato al caso. A colpire tuttavia è ciò che generalmente manca in un film di animazione, ossia l’attenzione maniacale nello sviluppo psicologico dei personaggi. 
In questo film emergono elementi importanti in maniera marcata e precisa: la situazione di disagio ed emarginazione di Belle, in un paese gretto e superficiale in cui le donne non hanno diritto ad un’istruzione, la rende sola ed alienata al pari della Bestia a dispetto del suo buon cuore; l’interessante sviluppo dei personaggi del castello, più intensi ed “umani” rispetto alla storia originale; viene sviscerato il senso più profondo della maledizione, per cui ognuno è responsabile del suo destino anche solo per non aver fatto nulla ed aver permesso al male di prendere il sopravvento.

Di forte impatto la crudeltà di Gaston e l’approfondimento del personaggio di Le Tont, che nel finale avrà un’evoluzione positiva. Stupenda ma ormai nota e lontana dalla novità la colonna sonora, che stride nei pochi momenti di variazione dall’originale. Delude il doppiaggio Italiano, dubbie le scelte di diversi doppiatori a partire dalla Bestia fino allo stesso Gaston. Impossibile rimuovere dalla mente le voci del film d’animazione Disney che qui vengono riproposte sotto tono con difetti tecnici nella prima parte del film in cui le battute sono palesemente asincrone rispetto al labiale degli attori. Mai come in questo frangente viene da chiedersi quanto un prodotto possa perdere nel doppiaggio e come nei fatti i paesi che doppiano i film stranieri penalizzino la produzione cinematografica nazionale per dare spazio a prodotti internazionali già di successo, perdendo in freschezza ed innovazione.

Il rischio di realizzare un flop era altissimo ma è stato scongiurato in maniera magistrale; nel complesso un film che merita di essere visto e d’impatto maggiore per chi ancora non conoscesse la trama Disney dalla quale è fedelmente ispirato.

Nate per essere forti

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