close
Non sempre è questione di business

Non sempre è questione di business

Una famiglia perfetta quella di Tim, un padre ed una madre amorevoli, presenti e comprensivi, il triangolo perfetto in cui tra realtà e tanta fantasia Tim crea il suo mondo incantato.

L’idillio tuttavia si spezza con l’arrivo di uno strano e bizzarro bebè. Tim nota subito che il nuovo membro della famiglia nasconde qualcosa, dopo accurate indagini veniamo così a conoscenza di una strana realtà, quella della Baby Corp. Una società gestita da baby adulti senza un passato che produce in serie bambini per tutto il mondo. Un film d’animazione che dietro ai teneri e grandi occhioni dei bebè regala una satira cruda e disincantata di una società in cui tutto è business: in un mondo in cui l’amore sembra essere una risorsa scarsa e limitata la richiesta di bambini è in forte calo a vantaggio dei teneri cuccioli animali, morbidi, coccolosi e meno esigenti. Può far storcere il naso questa strana competizione, che mette tuttavia in luce una realtà sempre più attuale, in cui molte famiglie scelgono di sostituire un figlio con un animale domestico. Diversi sono i temi trattati, fra cui spiccano il rapporto conflittuale tra fratelli, in cui il nuovo nato sottrae tempo, amore ed energia al fratello maggiore ed il desiderio d’immortalità e giovinezza portato all’estremo, per cui uomini e donne vivono a tempo indeterminato in un corpo fanciullesco. Il regista Tom McGrath regala una pellicola molto originale, staccando completamente dai cartoni classici, alternando alla grafica 3D quella 2D per descrivere il mondo visto con gli occhi dei bambini, emozionante e avventuroso a prescindere dal tempo e dal luogo. Viene anche abbandonata la tendenza Disney del musical per lasciare spazio alla narrazione priva di musica e danze. Nel complesso un film divertente con una morale importante, che ricorda come l’amore sia una risorsa illimitata da donare a bambini e cuccioli e non tutto è questione di business.

L’importanza di esserci

Mi Games 2017: lo sport in piazza conquista la capitale