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Risolvere le disabilità acustiche? Con 3DTune-In è un “gioco” da ragazzi

Risolvere le disabilità acustiche? Con 3DTune-In è un “gioco” da ragazzi

Italiana la firma del progetto che fa capo ad un’innovativa società Veneta:  XTeam Sotware Solutions attiva nella ricerca tecnologica

Sono oltre 50.000 in Italia le persone con problemi uditivi anche gravi. Ogni anno nascono circa 600 bambini con sordità neurosensoriale profonda, nel dettaglio per il 27 per cento dei casi si tratta di disabilità profonde e le cause genetiche sono responsabili fino al 60 per cento dei casi. È quanto emerge da una ricerca del Centro sulla Gestione dell’assistenza sanitaria sociale (Cergas) dell’Università Bocconi. Il numero di persone affette da difficoltà e disabilità acustiche e che hanno sempre più necessità di essere aiutate ed integrate nella vita di tutti i giorni, è in progressivo aumento.

La profondità della sordità, così come il suo esordio precoce, comporta molto spesso difficoltà emotive, relazionali ed affettive.

L’Unione Europea, nell’ambito delle proprie linee politiche socio-sanitarie, da diversi anni sta finanziando progetti innovativi in grado di migliorare le condizioni di vita delle persone affette da perdita di udito. Nell’ambito di questi programmi Europei si inserisce il progetto denominato “3 D Tune-In”; si tratta di un sistema di gaming che permette alle persone con impianti acustici di migliorarne l’impostazione e la calibrazione, favorendone la riabilitazione (http://3d-tune-in.eu/)

3D-Tune-In-Dartanan

L’utilizzo di tecniche “ludiche”, cioè di videogames ed applicazioni dedicate, aiuta e favorisce l’autoregolazione degli apparecchi acustici, soprattutto per  bambini ed anziani. Una maggiore conoscenza dell’apparecchio acustico e delle funzioni incluse in esso consente infatti di migliorarne le prestazioni e la resa, sfruttando tutte le potenzialità dei nuovi apparecchi digitali. Tutta Italiana la firma del progetto, che fa capo ad un’innovativa società, con sede in Veneto, si tratta di  XTeam Sotware Solutions Srl, che lavora nell’ambito della ricerca tecnologica, e principalmente sviluppa algoritmi di intelligenza artificiale applicati alla gamification. Attualmente, la società  ha vinto 3 Progetti Europei denominati “Horizon 2020”: il primo di questi è appunto 3D Tune-In  un progetto etico e con un grande potenziale, sia in ambito socio-sanitario che commerciale, e che ormai è ad un buon punto del suo percorso, essendo iniziato a Maggio 2014 e che si concluderà nel 2018.

Workshop-Montegrotto 3DTune-In

All’interno di questo progetto, XTeam ha sviluppato  l’ innovativo sistema, in collaborazione con il Consorzio al quale appartiene, e che vede la presenza di diversi enti, Università e aziende europee, come l’Imperial College di Londra, l’Università di Malaga, la Nottingham University, la DeMontfort University di Leicester, GN Resound (fra i maggiori produttori mondiali di apparecchi acustici), Vianet, Studio Nerlaska e Reactify .  Fino ad oggi, le persone spesso rinunciavano ad utilizzare quotidianamente l’apparecchio acustico perchè aveva difficoltà a settarlo e a regolarlo: ora, attraverso il Gaming e queste tecnologie applicate, si potrà farlo in piena autonomia, e anche divertendosi mentre si gioca.  Nel progetto 3D Tune-In è stato sviluppato anche un Virtual Hearing Aids, che simula un apparecchio acustico: direzionalità, amplificazione, tone control, compression, selective amplification . L’implementazione di questo modulo consente di trasformare un qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet, desktop, laptop) in un vero e proprio sistema per migliorare la percezione sonora delle persone.  Il Virtual Hearing Aids potrà essere utilizzato anche da utenti che non hanno un apparecchio acustico ma hanno problemi uditivi ( in particolare le persone anziane), favorendo, anche in modo etico, la comunicazione, l’interazione, la socializzazione, l’integrazione e l’interattività fra le persone.

3D Tune-In   

Un altro punto di forza di 3D Tune-In è la componente etica: il Virtual Hearing Loss Simulator infatti, potrà essere utilizzato anche da persone che non hanno difficoltà uditive e permette di simulare una perdita di udito, favorendo i questo senso, la comunicazione, l’interazione, la socializzazione, l’integrazione e l’interattività fra la gente, di qualsiasi età.

Nella foto l’Ing Stefano Tamascelli e Silvia Brandalesi  European Project Manager

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

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