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Il segreto del figlio: cosa resta (davvero) del Padre.

Il segreto del figlio: cosa resta (davvero) del Padre.

Negli incontri de “Il Tempo delle Donne” ospite in Triennale lo psicoanalista Massimo Recalcati

 Il rapporto genitori-figli nell’appassionante intervento dello psicoanalista Massimo Recalcati, autore del volume “Il segreto del figlio: da Edipo al figlio ritrovato” (Feltrinelli editore)  nell’ambito del programma “Il tempo delle donne” il festival-inchiesta  del Corriere della Sera -giunto quest’anno alla sua quarta edizione- che con 100 eventi e 200 ospiti in tre giorni ha condotto  una grande inchiesta di attualità  alla  Triennale a Milano.

Cosa resta (davvero) del padre? Questa la domanda che ha introdotto la brillante conversazione tra uno dei più illuminati psicoanalisti e studiosi lacaniani in Italia come Massimo Recalcati con la giornalista Daniela Monti.

Ogni genitore, come sostiene  Aristotele, è  rappresentante della prudenza, ma è custode dell’essenza della fede. “E’ importante avere fede in qualcosa, come Telemaco che nel mito attende sulla  riva il ritorno del padre Ulisse, il Re di Itaca, il custode della Legge. La fede riesce a trasformare le cose. Ed è la fede che fonda la prova” esordisce Recalcati.

Tema al centro della relazione: il desiderio come “lievito” che genera moto cinetico, fonda l’azione azione e crea la semantica.

E’ un’utopia  comprendere un figlio- spiega Massimo Recalcati– difficile essere empatici perché un genitore veste con difficoltà i panni di un adolescente. E’ complicato essere comprensivi, perché i figli sono inconoscibili, arduo anche comunicare con loro,  perché il dialogo usa linguaggi differenti. Questo è il segreto del desiderio: non si comprende un figlio, spesso si fatica a comunicare. Un figlio si può solo amare per condividere l’incondivisibile. L’inconoscibile. L’incomprensibile. Questo è il segreto del figlio.

 

Il segreto del Figlio di Massimo Recalcati

Ogni figlio chiede l’approvazione.  La domanda ad un genitore è “ Ci sei?”, “Mi ascolti?” “ Desideri esserci per me?”. Ascoltare è attribuire un valore a qualcuno che ci “ri-conosca”.

Nell’infanzia è l’assenza del genitore a generare angoscia, nell’adolescanza il contrario: à l’eccessiva presenza del genitore a provocare ansia.

Ogni figlio ha le sue caratteristiche distintive, ed ogni figlio ha diritto alla rivolta, all’opposizione.

E’ importante che un figlio possa deludere l’aspettativa di un genitore” riprende Recalcati.

Ogni persona dovrebbe avere il  coraggio di deludere, un tramite per realizzare sé stessi. Per non dimenticare ciò che ognuno  desidera. Il bisogno di farsi approvare non deve far cadere nell’oblio  il proprio desiderio,  nell’ansia di soddisfare le aspettative.

Quando un figlio desidera,  germoglia la scintilla dell’impegno e quindi del dovere.

Ma allora quale la via per raggiungere la pienezza?  viene chiesto al terapista.

Amare restando fedeli al proprio desiderio” ha risposto Recalcati senza esitazione. Solo in questo modo- spiega lo studioso Lacaniano- si può realizzare l’altruismo. Se l’egoismo è imporre all’altro la propria volontà, occorre imparare ad amare senza aspettative come l’amore del padre nella parabola del figliol prodigo.  Una parabola che nell’ultima fatica letteraria di Recalcati, rimanda al  ritorno di un figlio  alla legge del padre e della capacità del padre di festeggiare quel ritorno. I  figli di questo tempo, vivono immersi in un mondo basato sul godimento cieco e vuoto, e a volte sembrano lontani, e perduti.

No c’è posto per le illusioni  dunque?  Nessun genitore può garantire la felicità del figlio. Si può tentare di proteggere un germoglio poi però vanno fatti i conti con aleatorietà e imprevedibilità delle intemperie.

Massimo Recalcati

Recalcati ha sottolineato quanto sia rilevante nel compito educativo, realizzare una vocazione, ( Il wunsch della psicoanalisi). Lo psicoanalista si è soffermato sull’importanza dei “maestri”,  qualcuno in grado di trasmettere una testimonianza, di trasferire un’eredità emotiva. Si tratta di una richiesta di adozione. Un maestro si sceglie. Ed i maestri danno “forma” e “senso” alle azioni ed alla vita.

Cosa resta del Padre dunque?  Scompare come una pagina ingiallita dal tempo e sbiadisce  l’immagine del Padre Bussola, del Padre Bastone, del Padre Maschio, del Padre come Gloria. Un PADRE sa unire e non opporre il desiderio alla legge ed in questo caso il desiderio al dovere. Un Padre è testimonianza di questa unione.

“Il compito del figlio è trovare la propria parola nelle leggi del linguaggio; è assumere singolarmente quello che i padri gli hanno lasciato… il figlio giusto è un erede, ma è anche, sempre, un eretico”.

 

 

Elisa Stefanati

Elisa Stefanati

Managing Editor, giornalista, psicologa e psicoterapeuta

Per una vita “Sana” appuntamento a BolognaFiere

TRA STORIA ED IMPRENDITORIA